“A me questa discussione sulle primarie non mi appassiona più di tanto e ho l’impressione che sia lo stesso sentimento della grande maggioranza degli italiani che sperano in un’alternativa a una destra che non è in grado di risolvere un problema che sia uno”.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs a La7 nel corso dell’Aria che Tira. “Mentre parliamo in questo studio televisivo – prosegue il leader rossoverde – per esempio aumenta ancora il prezzo del gas e del diesel, aumenta la bolletta elettrica. Insomma continuano a peggiorare le condizioni di vita dei cittadini in questo Paese quando l’inflazione arriva al 3%. E questo significa che il potere d’acquisto degli stipendi delle persone normali continua ad essere eroso. Allora quelli che sperano in un’alternativa che cosa ci chiedono? Ci chiedono di sapere che cosa vogliamo fare per migliorare la loro vita. E io penso che questa sia la priorità più che la discussione su chi comanda e in ogni caso, perché questa sia la priorità c’è bisogno che la coalizione si metta intorno ad un tavolo e non da sola, ma insieme alle forze vive del Paese, per indicare un programma chiaro”. “Certo l’idea che chi vince le primarie, ammesso che le primarie si facciano, decide il programma non funziona: chi vince le primarie lo interpreta sulla base di una sua sensibilità e del suo profilo, questo è naturale, ma non può pensare di decidere tutto perché non c’è il presidenzialismo”, conclude Fratoianni.
C’è nodo politico su armi ma sintesi è possibile
“Vedo che in molti cercano continuamente una fibrillazione nel campo progressista, ma diciamo le cose come stanno : non c’è contrasto sulla sostanza, certo ci sono delle differenze che permangono che però nessuno ha mai nascosto e fra queste c’è quella sul tema dell’invio delle armi all’Ucraina, non del giudizio sulla guerra di aggressione criminale di Putin all’Ucraina, ma sulla strategia con cui contrastare quell’invasione e per arrivare alla pace”. “Io che fin da subito ho sempre votato contro anche quando anche M5S al governo votava a favore dell’invio delle armi ho sempre sostenuto – prosegue il leader rossoverde – che occorre investire sulla diplomazia e oggi mi pare che tutti abbiano fatto pace con l’idea che la strategia della vittoria militare non esiste più. C’è un nodo che è un nodo politico perché noi diciamo no all’invio delle armi perché abbiamo provato a spiegare in tutte le lingue che in questi anni ci si è concentrati soltanto sull’escalation militare ma è sempre più chiaro che non si può pensare che una guerra come questa si risolva sul campo con una vittoria di una parte sull’altra, serve – conclude Fratoianni – un accordo diplomatico e allora bisogna cambiare strategia. Io continuo a pensare che questa sia la strada giusta e voglio convincere i miei alleati che questa è la strada giusta”.
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