Il piano di Netanyahu per Gaza approvato dal gabinetto di sicurezza israeliano è naturalmente bocciato da Hamas “è un crimine di guerra e condanna a morte gli ostaggi”, questo è il duro e prevedibile commento dei miliziani di Hamas. Nella dichiarazione che dà il via libera al piano si legge, le ADF si prepareranno a prendere il controllo di Gaza City. L’obiettivo è evacuare tutti i residenti della città verso i campi profughi centrali e altre aree entro il 07/10/2025, secondo anniversario del massacro di Hamas nel sud di Israele. Questi i requisiti fissati per concludere la guerra, il disarmo di Hamas, il ritorno degli ostaggi israeliani, la smilitarizzazione e il controllo della sicurezza da parte di Israele sull’enclave palestinese con un’amministrazione civile alternativa che non sia né Hamas, né l’Autorità palestinese che attraverso l’ambasciatore all’ONU, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Quello che è certo è che l’attuale premier israeliano ed il suo Governo ha di fatto isolato politicamente Israele. Ondata di condanne alla decisione israeliana di occupare Gaza. Dall’Onu all’Ue, dagli arabi al Regno Unito, tutti chiedono al governo Netanyahu di fermare il piano approvato che prevede di conquistare prima Gaza City, sfollando il milione di residenti entro il 7 ottobre, secondo anniversario del massacro di Hamas. Contrario fino alla fine l’Idf. ‘Sarà tutto molto complesso’. Berlino sospende le forniture di armi a Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore. Rimandata a domani la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Trump per ora tace. La fazione islamica avverte: ‘Non sarà un picnic’. Intanto la riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu su Gaza, dopo l’annuncio del piano di Israele sulla città, è stata posticipata a domenica, alle 10. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha messo in guardia Israele, attraverso una portavoce, del pericolo di “una pericolosa escalation” che “rischia di peggiorare le conseguenze già catastrofiche per milioni di palestinesi”.
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