Esteri

Pakistan. La crisi post-elettorale finisce nelle mani dei militari

 

Le tanto attese elezioni generali del Pakistan (231 milioni di abitanti) si sono svolte l’8 febbraio 2024, e avrebbero dovuto rappresentare un passo avanti per la fine dell’incertezza politica della nazione. Ma diversi giorni dopo, non è chiaro quale sarà il risultato del voto.

 

Entrambi i principali contendenti hanno rivendicato la vittoria, tra accuse di brogli elettorali e votazioni contestate, al momento, aspoglio non ancora terminato, risulta che nessun partito è in grado di formare un governo da solo, rendendo inevitabile un governo di coalizione a livello federale

 

Ed è qui che le cose si complicano. Il Pakistan Tehreek-e-Insaf  (PTI), guidato dall’ex primo ministro in carcere ed eroe del cricket localeImran Khan, è il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti  con  93 candidati che hanno ottenuto seggi come “indipendenti”.

 

Hanno dovuto candidarsi come indipendenti perché al partito è stato vietato di utilizzare il suo simbolo elettorale, una mazza da cricket, dopo che un collegio di tre membri della Corte Suprema ha stabilito che il PTI non aveva tenuto elezioni interne al partitocome previsto dal suo statuto.

Ma con un totale di 265 seggi del parlamento, significa che il PTI è ancora ben al di sotto del numero necessario per formare un suo governo.

 

La Lega musulmana pakistana-Nawaz (PMLN) è arrivata seconda con 78 seggi, un conteggio che probabilmente sarà rafforzato dall’aggiunta di membri indipendenti del parlamento allineati alla PMLN.

Si ritiene che il partito, guidato da Shahbaz Sharif, succeduto a Khan come primo ministro nel 2022, e da suo fratello, l’ex tre volte primo ministro Nawaz Sharif, abbia il sostegno del potente esercito pakistano, ma non ha ottenuto il risultato sperato.

 

Il Partito popolare pakistano (PPP)si è assicurato54 seggi,al terzo posto, ago della bilancia per allearsi con un altro partito e formare un governo.

 

Il PTI ha chiarito che vuole formare un governo da solo e ritiene che il suo mandato sia stato rubato. Ancor prima che i risultati finali delle elezioni fossero resi noti, il PTI aveva affermato di aver vinto circa 170 seggi, sufficienti per poter formare un governo, ma non ci sono prove di tale risultato..

Ciò suggerisce cheil PTI non è pronto a contestare il risultato elettorale sostenendo che il suo voto è stato soppresso illegalmente, e il PTI ha già formalmente inoltrato denunce in 18 collegi elettorali.

 

Probabilmente da queste elezioni emergerà una coalizione tra gli altri partiti, guidata dal PMLN, ma ciò soddisferà l’elettorato che ha votato il PTI come il più grande partito in parlamento. Quindi il Pakistan sta ora entrando in una crisi politica post-elettorale.

 

Le coalizioni non sono rare nella politica pakistana, ma non sono facili da gestire.

Possono inoltre rendere molto più difficile per qualsiasi governo far passare misure economiche coraggiose necessarie per affrontare i gravissimi problemi del Paese che in parte dipende dagli aiuti di altre nazioni.  Questa situazione di incertezza implica la possibilità a breve di un altro voto nazionale.

 

Considerando gli standard del Pakistan, le elezioni si sono svolte in modo relativamente pacifico, eccetto l’attentato nell’irrequieta provincia del Baluchistan che ha ucciso 28 persone. Ma i timori di una violenza diffusa il giorno delle elezioni non si sono concretizzati.

 

Il fatto che il PTI, un partito che non gode del favore dell’attuale leadership militare pakistana, si sia comportato così bene suggerisce che non vi sia stata alcuna manipolazione elettorale, anche se ci sono state molestie nei confronti dei suoi elettori.

 

D’latra parte la democrazia pachistana è condizionata da uno Stato dominato dai militari,con generali che sono da tempo coinvolti nella politica del paese e nelle elezioni e il rischio di ogni competizione elettorale è che venga proclama la legge marziale.   .

 

In Occidente ci sono state  critiche riguardo al blocco dei telefoni cellulari e dei servizi Internet mobili il giorno delle elezioni, ma non si tiene conto che in Pakistan c’era una reale preoccupazione per il fatto che i cellulari venissero utilizzati per far esplodere ordigni.

 

Paradossalmente, mentre il forte risultato del PTI rappresenta un voto anti-establishment – e, più specificamente, un voto contro l’esercito – il mandato nazionale diviso significa che l’alto comando dell’esercito ha motivo di essere soddisfatto del risultato, perché un’assemblea nazionale divisa e un governo debole fanno il gioco dei militari.

 

Se invece il PMLN dovesse governare come partito principale di una coalizione avrebbe bisogno del sostegno dell’esercito, soprattutto se il PTI si impegnasse in proteste diffuse contro i risultati elettorali.

 

Tutto sommato i più ritengono che gli aspetti negativi superino quelli positivi e le elezioni del 2024 vengono viste come altrettanto – se non di più – manipolate e controllate rispetto a quelle del 2018.

 

Si stima che questa volta l’affluenza alle urne sia pari a circa il 48%, un valore inferiore rispetto al 51%  del 2018, quando era stata del 51%.  I giovanihanno giocato un ruolo cruciale; Il 44% degli elettori aveva meno di 35 anni. E anche le donne hanno avuto un ruolo più importante nel voto: più donne hanno contestato e hanno anche vinto seggi.

 

A parte la politica dei partiti, il risultato suggerisce che le vecchie tattiche per intimidire e reprimere gli elettori in gran parte non hanno funzionato, ma il voto frammentato in almeno tre partiti, può solo contribuire a perpetuare il malessere politico del Pakistan mentre si avvia verso un nuovo periodo incerto.

 

Balthazar

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