di Antonio Modaffari (*)
Roma, 17 apr. (LaPresse) – L’appello a cancellare ogni tipo di fame nel mondo, non solo quello materiale, il richiamo al fatto che non è la ricchezza a fare grande una nazione e l’esortazione a liberare l’Africa dalla corruzione. Papa Leone XIV ha concluso la quinta giornata del suo viaggio apostolico in Africa con al centro del terzo giorno in Camerun l’universo giovanile. Al mattino il Pontefice è volato a Douala dove, alla presenza di migliaia di persone, ha presieduto la messa allo Japoma Stadium. Qui, prendendo spunto dall’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Prevost ha ricordato che la sproporzione della distribuzione del cibo nel mondo interpella “i potenti” e quanti “hanno la responsabilità sociale e politica di guardare al popolo e al suo bene”. Ciò che è necessario è la “condivisione”, e quindi dal Papa un netto no alla “mano che afferra” e allo spreco di “chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare”. La fame, però, non è solo materiale.
L’umanità ha “fame di pace, di libertà, di giustizia”, ha evidenziato il Pontefice, “Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l’umanità bisognosa di cura”. Il pensiero è poi andato ai giovani, che devono essere “protagonisti del futuro” e non devono cedere “alla sfiducia e allo scoraggiamento”.
“Rifiutate ogni forma di sopruso e di violenza, che illudono promettendo guadagni facili, ma induriscono il cuore e lo rendono insensibile”, ha esortato il Papa che, dopo aver visitato l’ospedale cattolico Saint Paul, è rientrato a Yaoundé per incontrare il mondo accademico all’Università cattolica dell’Africa Centrale. “La grandezza di una nazione non può essere valutata solo in base all’abbondanza delle sue risorse naturali e neppure per la ricchezza materiale delle sue istituzioni. Infatti, nessuna società può prosperare se non si fonda su coscienze rette, educate alla verità”, ha detto Leone. Tanti i temi trattati, dal ruolo dell’università al promuovere la “fraternità del sapere”, all’impatto dell’Intelligenza artificiale e al “lato oscuro” della “rivoluzione digitale”, fatto di “devastazioni ambientali e sociali procurate dall’affannosa ricerca di materie prime e terre rare”, di cui l’Africa è vittima. I giovani, davanti a tutto questo, non devono guardare “dall’altra parte”.
L’ultimo passaggio è una delle eredità di questa visita. L’Africa deve “essere liberata dalla piaga della corruzione”. Sabato ultima parte della tappa in Camerun, con al mattino all’aeroporto di Yaoundé-Ville la messa votiva di Maria Vergine. Poi Leone volerà in Angola, dove a Luanda incontrerà le autorità, il corpo diplomatico e la società civile.
(*) La Presse
