Cronaca

Perquisita l’abitazione del bancario ‘spione’

Oltre 6.000 accessi abusivi sui conti bancari e tra questi quelli della Premier Meloni e di sua sorella Arianna. Davanti ai Pm si giustifica: “Solo curiosità”

 

Avrebbe agito da solo e per “pura curiosità”. Si difende così il bancario 52enne di Bitonto, in servizio a Bisceglie, licenziato dopo aver effettuato oltre 6mila accessi non autorizzati nei conti correnti di vip, politici, ufficiali dell’Arma e della Finanza, giornalisti, tra i quali quelli della premier Giorgia Meloni e della sorella Arianna e dei ministri Crosetto e Santanché. L’uomo avrebbe avuto accesso ai dati sensibili di oltre 3.500 clienti in tutta Italia e li avrebbe spiati per più di due anni, dal febbraio 2022 all’aprile 2024. Scoperto dai suoi stessi colleghi e licenziato, ha spiegato di averlo fatto per “curiosità”, solo per “guardare” perché “è un maniaco del controllo”. Tesi che “smonterebbe” le accuse di dossieraggio fatte dalla premier. Vediamo meglio cosa è successo e cosa accadrà adesso. Il bancario è stato scoperto dai suoi stessi colleghi, che stavano svolgendo delle verifiche sui sistemi informatici dell’Istituto di credito ed hanno scoperto l’attività illegale. Immediatamente viene aperta un’indagine, che porta al licenziamento del bancario, fino a quel momento impiegato modello. “Impeccabile sul lavoro” ma “molto curioso”, dice chi lo conosce. “Il comportamento del dipendente non in linea con le procedure interne e la normativa di settore è emerso – spiegano dall’istituto di credito – nel corso delle ordinarie attività di controllo”. Secondo quanto ricostruito avrebbe effettuato in 26 mesi quasi settemila accessi a conti correnti, “tutti abusivi”. Nel mirino dell’impiegato oltre alle sorelle Meloni, anche i ministri del Turismo e della Difesa, Santanché e Crosetto, il presidente del Senato La Russa, il vicepresidente esecutivo in pectore della Commissione europea Raffaele Fitto, il procuratore antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, i governatori di Puglia e Veneto, Michele Emiliano e Luca Zaia, il procuratore di Trani, Renato Nitti, ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza. Gli accessi sarebbero avvenuti tra il 21 febbraio del 2022 e il 24 aprile del 2024, e avrebbero più in particolare riguardato oltre 3.500 clienti di 679 filiali di Intesa Sanpaolo, sparse in tutta Italia.

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