di Francesco Floris
Sono italiane 7 delle 13 vittime del disastro aereo in Perù, dove sabato un Cessna Grand Caravan della compagnia peruviana Aerodiana, partito da Pisco e diretto al sorvolo delle Linee di Nazca, sito archeologico riconosciuto dall’UNESCO, si è schiantato nei pressi dell’aerodromo Maria Reiche, nell’area di Pueblo Viejo, dopo aver incontrato condizioni meteorologiche avverse. Domenica mattina la Farnesina ha confermato le identità dei connazionali morti nella tragedia. Si tratta di due famiglie, entrambe della Brianza: venivano da Monza Paolo Gianturco (59 anni) con la moglie Cristina Maria Bianco (57 anni) e i figli, il 24enne Matteo e il 18enne Pietro. Residenti a Seregno invece Massimo Angelucci di 58 anni con la moglie Elena Sala, sua coetanea, e il figlio Lorenzo (24 anni). Le altre vittime sono i tedeschi Andreas Hofmann (78 anni) e Gertrud Maria Hofmann (77 anni), gli spagnoli Yerro Alfredo Avilés Muñoz (52 anni) e Ana Isabel Sanchez Muñoz (52 anni). Deceduti anche i peuviani Américo Salazar, pilota dell’aereo e Irenka del Carpio, copilota.
Erano amiche le famiglie Gianturco e Angelucci. Unite dalla passione per i viaggi, avevano deciso di trascorrere assieme le vacanze nel Paese sudamericano. Pietro Gianturco era un manager di Deloitte Consulting, senior partner Financial Services Industry & FS Tech Leader – Deloitte Central Mediterranean, dove coordinava le strategie industriali per Italia, Grecia e Malta, con una trentennale carriera dedicata all’innovazione e ai processi di trasformazione tecnologica e operativa per i maggiori gruppi bancari, assicurativi e del risparmio gestito in Europa. “Perdo un collega, ma soprattutto un amico, il cui esempio continuerà a guidarci” dichiara il ceo Alessandro Mercuri. Imprenditore invece Massimo Angelucci. Il figlio Lorenzo si era laureato da poco al Politecnico di Milano. La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, si è rivolta a parenti e amici delle due famiglie spezzate per esprimere “la più sincera vicinanza in questo momento di immenso dolore”. “Profondo cordoglio” gli hanno fatto ecco le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Già sabato sera l’Ambasciata d’Italia a Lima, che ha inviato personale sul luogo dell’incidente, si è attivata per avvertire le famiglie dei connazionali e mantenere i contatti il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Tempi certi per il rientro della salme ancora non sono stati stabiliti: le autorità peruviane hanno aperto un’inchiesta con la Commissione per le indagini sugli incidenti aerei (CIAA) che ha iniziato la raccolta di prove tecniche sul luogo dell’impatto per determinare se si sia trattato di un guasto meccanico ai sistemi o di fattori esterni che hanno contribuito allo schianto. L’area è presidiata dalla Polizia Nazionale per proteggere i resti dell’aereo sparsi sul terreno. Il capo della polizia della regione di Ica, Raul Roque Palomino, ha coordinato l’isolamento della zona insieme a rappresentanti del Ministero Pubblico e della Medicina Legale, mentre squadre specializzate si sono occupate del recupero dei corpi per il loro trasferimento definitivo all’obitorio di Nasca. Quindici esperti forensi hanno raccolto prove sul luogo dell’incidente.
(*) La Presse
