Il feretro di Pippo Baudo è arrivato nella prima mattina di lunedì al Teatro delle Vittorie, luogo caro al conduttore e simbolo dei suoi successi, scelto affinché il suo amato pubblico potesse dargli l’ultimo saluto. Nel teatro- set di “Fantastico” è stata allestita la camera ardente e dalle 10 della mattina sarà aperta al pubblico fino alle 20 di lunedì, ma l’orario potrebbe essere prolungato per consentire a tutte le persone in fila di rendere omaggio al grande artista. Apertura prevista anche martedì 19 agosto, dalle 9 fino alle 12.
I FUNERALI MERCOLEDÍ, A MILITELLO, IN DIRETTA SUL TG1
I funerali si terranno mercoledì 20 agosto alle 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella a Militello in Val di Catania, città natale di Baudo. Le esequie saranno trasmesse in diretta sul Tg1 dalle 15,30 alle 18,10.
Pippo Baudo, Fiorello: “Gli dobbiamo tutti moltissimo”, poi la ‘provocazione’ alla Rai…
“Il dispiacere per la sua perdita non è quantificabile, qualsiasi cosa si possa dire su Pippo, lui era di più. Più dei 13 Sanremo, o delle centinaia di pagine di televisione scritte. Pippo era qualcosa di più. Era ‘la televisione’. Pippo è la televisione”: Rosario Fiorello dedica parole profonde, ma anche un guizzo di ironia- a suo modo insomma- allo scomparso Pippo Baudo, dopo avergli dato l’ultimo saluto al Teatro della Vittorie, a Roma, dove è stata allestita la camera ardente. Da questa mattina in tanti si sono recati per rendere omaggio alle spoglie del conduttore: persone comuni, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dello spettacolo.
Lo Showman, dopo essersi intrattenuto, insieme a sua moglie, una ventina di minuti davanti al feretro del conduttore, in preghiera e abbracciando i familiari, è stato poi intercettato all’uscita del teatro dai cronisti e non ha lesinato parole, ricordi e persino qualche battuta. “Lui ha tracciato un solco in cui tutti siamo andati dietro a fare quella televisione- ha proseguito- a inseguire quella televisione fatta di grandi professionalità di lavoro, ma al contempo genuina, che lascia anche spazio non solo alla perfezione del numero in se stesso, ma in cui c’è anche l’uomo, l’umanità negli spettacoli di Pippo. Ed è quello che lui ci ha insegnato senza volere insegnare”. Non è praticamente mai esista la televisione senza Pippo per Rosario Fiorello: “Per me lui è sempre esistito, ho visto sempre Pippo Baudo da bambino e da siciliano ancora di più. E’ il nostro orgoglio, Pippo Baudo è ‘sicciliano come annoi’”. A chi gli ha chiesto se ora sente il peso della sua eredità ha risposto con deciso ‘no’: “Non sono io il suo erede. Non ho un aggettivo per dire cosa rappresenti per la tv italiana. La Rai gli deve moltissimo”, ha sottolineato. E poi ha tirato fuori dal cilindro tutta la sua ironia, rilanciando la proposta fatta poco prima da Lino Banfi che aveva chiesto al Dg Rai di dedicare il Teatro delle Vittorie al conduttore siciliano. Fiorello si lancia ancora più in là. Piuttosto, “dovrebbero sostituire la statua del cavallo con quella di Pippo, che ci ha insegnato tanto solo a guardarlo”, dice infatti. “Ora- si chiede infine Fiorello- chi insegnerà ai giovani di oggi a fare la tv?”.
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