di Gino Piacentini
niIl 1° luglio 2024, il governo Meloni ha presentato alla Commissione Europea il nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) dell’Italia, un documento di 491 pagine che aggiorna e rivede il testo del 2019, con l’intento di alzare gli impegni energetico-ambientali per il 2030. Questo aggiornamento si è reso necessario a causa delle nuove norme comunitarie, ma ha sollevato diverse critiche per quanto riguarda gli obiettivi sulle emissioni e sulle energie rinnovabili.
Obiettivi del PNIEC 2030
- Rinnovabili nei Consumi Finali:
- Generale: Il PNIEC mira a coprire il 39,4% del consumo finale lordo di energia con fonti rinnovabili, un incremento significativo rispetto al 19,9% del 2023 e ai 30% del piano del 2019.
- Elettricità: L’obiettivo per il settore elettrico è di raggiungere il 63,4% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
- Termico: Si punta a coprire il 35,9% dei consumi totali di energia per riscaldamento e raffrescamento con rinnovabili.
- Trasporti: L’obiettivo è una quota del 34,2% di energia rinnovabile nei trasporti.
- Capacità Rinnovabile Installata:
- Il piano prevede una capacità totale di 131 GW di energia rinnovabile installata, con un incremento significativo di nuove installazioni nei settori dell’eolico (28,1 GW, di cui 2,1 GW offshore) e del solare (79,2 GW).
- Emissioni di Gas Serra:
- ETS (Emission Trading System): L’Italia si impegna a superare l’obiettivo europeo con una riduzione del 66% delle emissioni rispetto ai livelli del 2005.
- ESR (Effort Sharing Regulation): L’obiettivo è una riduzione del 40,6% delle emissioni, al di sotto del target comunitario del 43,7%.
- LULUCF (Uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura): L’Italia non rispetterà il target europeo di assorbimenti, con un obiettivo di -28,4 MtCO2eq rispetto ai -35,8 MtCO2eq richiesti.
- Efficienza Energetica:
- L’Italia si impegna a migliorare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030.
- Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS):
- Il PNIEC prevede lo sviluppo di una capacità di cattura e stoccaggio della CO2, con un obiettivo di 4 MtCO2 evitati tramite CCS entro il 2030, sfruttando giacimenti esauriti di gas e acquiferi salini.
Nonostante i progressi, sono presenti criticità e preoccupazioni che il piano ha suscitato negli esperti. Tra queste le ambizioni insufficienti, soprattutto sugli obiettivi delle emissioni non allineati con quelli europei; la capacità rinnovabile, il cui target è considerato sottostimato rispetto alle reali potenzialità nazionali; il settore agricolo e rifiuti, dove mancano misure concrete per ridurre le emissioni di entrambi i settori.
In sintesi, mentre il PNIEC 2024 rappresenta un passo avanti negli impegni dell’Italia verso la transizione energetica e la sostenibilità, restano dubbi e sfide significative per raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2030.
