La Corte dei conti ‘congela’ per ora, il Ponte sullo Stretto. I magistrati contabili hanno rinviato l’approvazione della delibera Cipess, chiedendo risposte puntuali entro venti giorni e invitando lo stesso organismo interministeriale a ritirare in autotutela il provvedimento. Ovvero, per ora i cantieri restano fermi. Mancano i pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, restano inevasi i rilievi del ministero dell’Ambiente sulla Via-Vas (con tanto di richieste da Bruxelles) e soprattutto non tornano i numeri. La Corte chiede chiarimenti su oneri e criteri di spesa, distinguendo ciò che ricade sulla progettazione definitiva e su quella esecutiva, oltre alle raccomandazioni mai chiarite del Comitato scientifico. Senza delibera Cipess in Gazzetta ufficiale, Salvini non può neppure inaugurare i cantieri preparatori: farlo esporrebbe lo Stato a rischio di danno erariale. Nel frattempo, il contratto con i privati è già firmato: se l’opera non parte per colpa pubblica scatteranno le penali. Esultano naturalmente, le associazioni ambientaliste. I rilievi formulati dalla Corte risultano sostanzialmente coincidenti con le osservazioni e le criticità che le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf avevano già presentato ai magistrati contabili nella loro memoria tecnica di inizio settembre. È evidente che il processo decisionale finora seguito non abbia mai garantito (e continua a non garantire) quella necessaria valutazione critica e indipendente che progetti di tale complessità e impatto richiederebbero. Come WWF auspichiamo che questo stop rappresenti un’occasione per ripensare all’idea stessa del Ponte e confermi la necessità di fermarsi e riflettere prima di procedere con un’opera che presenta enormi zone d’ombra e incertezze per essere considerata matura per la realizzazione. È tempo di dare risposte concrete alla necessità del Paese e del territorio privilegiando, finalmente, valutazioni tecniche rigorose, analisi economiche trasparenti e una seria considerazione degli impatti ambientali, nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità che dovrebbero guidare ogni intervento infrastrutturale del XXI secolo. Ma dal ministero nessuno stupore, ma voglia di portare avanti l’opera e di fornire alla Corte dei Conti tutte le necessarie informazioni. L’intervento della Corte è stato subito seguito dalla risposta del ministero delle Infrastrutture e Trasporti: “Tutti i chiarimenti e le integrazioni chieste dalla Corte dei Conti fanno parte della fisiologica interlocuzione tra istituzioni e saranno fornite nei tempi previsti, a maggior ragione per un’opera così rilevante. Il Ponte sullo Stretto non è in discussione e gli uffici competenti sono già al lavoro”. E l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha detto: “L’Ufficio di Controllo della Corte non ha espresso alcuna bocciatura, giudizio di inadeguatezza né richieste di integrazione del progetto definitivo. Stretto di Messina, di concerto con le Istituzioni interessate, è pronta a fornire tutti gli elementi utili per consentire alla Corte di completare l’istruttoria finalizzata alla registrazione della delibera Cipess, nella consapevolezza di aver operato nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa italiana ed europea”.
Mar. Mar.
