Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi si delinea un ballottaggio, che si terrà il 24 aprile, tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen, proprio come 5 anni fa. I dati parziali del ministero dell’Interno di Parigi, a scrutinio non ancora ultimato, vedono Macron al 27,3%, Le Pen al 24,3%, Mélenchon al 21,9%, Zemmour al 7% e Pécresse 4,8%. Minimo storico assoluto per i socialisti francesi, rappresentanti dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo che si è fermata al 2%.
“Vedo una speranza: la speranza di risollevare il Paese”, ha detto Le Pen che, come ha riferito il suo portavoce Sébastien Chenu, ha ottenuto un risultato migliore rispetto all’ultimo turno. “In gioco non c’è un semplice voto di circostanza, ma una scelta di società e direi anche di civiltà”, ha proseguito la leader invitando tutti i francesi “di ogni sensibilità” e “tutti coloro che non hanno votato per Macron” a sostenerla in occasione del ballottaggio. Macron, dal canto suo, dopo il voto, ha esortato i suoi sostenitori a creare, “al di là delle differenze”, “un grande movimento politico di unità e di azione”. Quello del 24 aprile sarà dunque un testa a testa. Macron promette: “Potete contare su di me per attuare il nostro programma di apertura” e di “indipendenza francese ed europea”. “Nulla è acquisito, il dibattito che avremo nei prossimi quindici giorni è decisivo per la Francia e per l’Europa”, avverte, invitando i connazionali a sbarrare la strada “all’estrema destra” di Marine Le Pen.
Azzoppata prima dal Covid, poi dal conflitto in Ucraina, la campagna elettorale si è sviluppata lungo binari imprevisti: poco o niente dei grandi temi che hanno dominato questi ultimi anni, a cominciare dal riscaldamento climatico – praticamente ignorato – e spazio quasi assoluto per il potere d’acquisto dei francesi: salari da aumentare, pensioni minime, sussidi. Persino i cavalli di battaglia dell’estrema destra, dall’immigrazione alla sicurezza, sono stati abbandonati da Le Pen, che li ha lasciati al concorrente di area, Eric Zemmour. La leader del Rassemblement National si è presentata con un’immagine mite, arrivando negli ultimi giorni anche a riproporre per sé lo slogan della ‘forza tranquilla’ che fu dei socialisti all’epoca di François Mitterrand. Niente tensioni, niente gaffe, niente proclami aggressivi. Intanto, dopo i primi dati dalle urne, arrivano già gli appelli degli esclusi dalla corsa per il ballottaggio. Mélenchon ha detto che “non bisogna dare un solo voto a Marine Le Pen” così come la candidata socialista e sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, che ha lanciato un appello “a votare contro l’estrema destra di Marine Le Pen e per Emmanuel Macron”. A sostegno del presidente si è schierata anche la candidata dei Republicains Valerie Pecresse, che ha accusato la sfidante di essere “vicina a Putin”. Eric Ciotti ha fatto sapere che non voterà per Macron, ma ha precisato che non darà “nessuna indicazione” agli elettori, mentre Zemmour ha detto: “Ho molti disaccordi con Marine Le Pen, ma davanti a lei c’è un uomo che ha fatto entrare milioni di immigrati e che farà di peggio se sarà rieletto. Invito quindi a votare per Le Pen”.
