La prevalenza di Donald Trump tra i probabili elettori repubblicani non mostra segni di cedimento, lo rivela un nuovo sondaggio condotto per le prime primarie dello stato della Carolina del Sud.
Il sondaggio condotto dalla SSRSindica che il 53% dei probabili elettori repubblicani alle primarie afferma che Trump sarà la loro prima scelta per la nomina presidenziale del partito distaccando di 30 punti a qualsiasi altro candidato.
Fra questi Nikki Haley,ex governatore della Carolina del Sud, eTim Scott, senatore dello stato, sembrano non aver beneficiato del vantaggio in campo casalingo, con il primo che ha registrato il 22% dei consensi e il secondo il 6%.
Altro segnale positivo per Trump sta nel fatto, sempre secondo il sondaggio, che i suoi sostenitori appaiono molto determinati nel sostenere l’ex presidente tanto che l’’82% ha affermato che lo sosterranno “sicuramente” e che non cambieranno idea.
Trump ha dominato in quasi tutti i gruppi demografici del sondaggio, ottenendo più sostegno da alcuni gruppi rispetto ad altri. Infatti supera Haley del 50% sia tra i probabili elettori senza laurea sia tra gli elettori sotto i 45 anni, mentre la precede del 54% tra coloro che guadagnano meno di 50.000 dollari all’anno.
Le primarie repubblicane della Carolina del Sud sono aperte agli elettori non registrati come repubblicani e le differenze nel livello di sostegno si osservano in base alle preferenze del partito. Trump guida con il 40% i repubblicani registrati, mentre tra gli indipendenti e quelli registrati presso altri partiti il suo vantaggio è solo del 4%, ma rimane in testa tra i sedicenti conservatori e tra i moderati/liberali.
Il 53% degli intervistati ha affermato che l’economia sarà la questione principale nelle elezioni del prossimo anno, mentre il 21% ha affermato che per loro l’immigrazione è la cosa più importante, mentre solo il 5% ha scelto l’aborto.
Interessante è il fatto che solo il 5% degli intervistati ha affermato che la politica estera è la loro principale preoccupazione per le elezioni del prossimo anno, anche se Nikki Haley ha cercato di proporre la sua visione neoconservatrice della politica estera come elemento chiave che lo differenzia rispetto all’ex presidente.
“Come presidente, non farò certo i complimenti a Hezbollah”, ha affermato recentemente Haley al vertice annuale della Coalizione ebraica repubblicana, riferendosi ai commenti di Trump che hanno definito il gruppo militante armato “molto intelligente”. “Né criticherò il primo ministro israeliano nel mezzo di una tragedia di guerra”, ha aggiunto.
A proposito della politica estera un altro sondaggio mostra che fra l’opinione pubblica americana va crescendo la preoccupazione per la situazione mediorientale e la maggior parte degli intervistati ha afferma di sostenere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas.
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