di Wladymiro Wysocki (*)
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sua visita a Latina in una azienda farmaceutica la Bsp Pharmaceuticas di ieri, 29 aprile, mette il dito nella piaga in nel suo intervento alla grande questione nazionale delle morti sul lavoro e la grave crisi dei salari.
Salari “inadeguati”, così li definisce, e in effetti sono fermi e addirittura inferiori a quelli del 2008.
“Inaccettabili”, è il termine che sceglie per definire la situazione delle morti sul lavoro.
I salari mettono in crisi il mondo del lavoro dove i giovani sono costretti a emigrare verso altri Paesi che riconoscono uno stipendio nettamente superiore al nostro e in alcuni casi anche con condizioni lavorative più vantaggiose e appetibili.
Una situazione economica che costringe molte famiglie a stringere la cinta e affrontare il caro vita nella lotta del fine mese, una lotta che spesso mette in condizioni troppi lavoratori ad accettare qualunque lavoro pur di arrotondare qualche soldo per il fine mese.
Una realtà che grava su molte famiglie e nel giorno della festa del lavoro per molti c’è poco da festeggiare, anzi, visto che il 9% dei lavoratori sono poveri non arrivando alla fine del mese.
Dal sito produttivo farmaceutico, il Presidente Sergio Mattarella, cita Papa Francesco, “non venga mai meno il principio di umanità”.
Umanità che lo conduce al richiamo della nostra Costituzione Italiana, una Repubblica fondata sul lavoro e per riprendere le parole del nostro Presidente, nelle quali sottolinea i drammi della sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia, viviamo “una emergenza che non accenna ad arrestarsi e che, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione. Non sono tollerabili nè indifferenza né rassegnazione”.
Una piaga della quale sprona il Governo a trovare una soluzione, infatti, il Presidente del Governo, Giorgia Meloni, ha urgentemente convocato un tavolo di lavoro.
Il Consiglio dei Ministri è convocato per la giornata di oggi a Palazzo Chigi, dove l’esecutivo potrebbe mettere in campo dei fondi da dedicare alla sicurezza sul lavoro.
Una misura non prevista nell’ordine del giorno ma non si esclude la probabilità di una analisi del tema proprio in vista della festa del primo maggio alle porte.
Da fonti ministeriali giungono notizie di un probabile provvedimento specifico per stanziare una parte economica alla sicurezza sul lavoro, le cifre non sono definite si ipotizzano alcune centinaia di milioni.
Cifre e modalità del provvedimento restano comunque oggetto di confronto con le parti sociali.
La sola certezza resta una dichiarazione della Premier: “stiamo lavorando a qualcosa di estremamente importante per i lavoratori, cioè la loro sicurezza”.
Vediamo, attendiamo fiduciosi ma soprattutto attendono centinaia di famiglie.
Sicuramente una pressione sull’acceleratore è dovuta dall’intervento del Presidente, Sergio Mattarella, che sottolinea “il lavoro non può essere morte ma solo dignità per tutti”.
Quella dignità che viene rotta e infangata dal dramma quotidiano delle morti sul lavoro, proprio nella giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, che abbiamo celebrato il 28 aprile scorso, perde la vita a Carrara un operaio di 59 anni alla guida del dumper, un mezzo pesante utilizzato prevalentemente nelle cave.
L’uomo precipita per diversi metri rimanendo schiacciato dal mezzo che conduceva perdendo drammaticamente la vita sul colpo.
A poche ore di distanza un operaio di 35 anni è morto sul lavoro in un cantiere a Soresina, Cremona.
Dai primi accertamenti l’uomo, che lavorava con la mansione di gruista, accidentalmente avrebbe azionato la benna del suo Bobcat e la pala lo avrebbe agganciato senza lasciargli scampo.
Tanti i temi da meditare, affrontare e porre immediate soluzioni in questa giornata di “festa” del primo maggio, anche il concertone di San Giovanni sarà dedicato a questi temi.
La musica non dimentica le vittime del lavoro, i caduti del lavoro, le innumerevoli malattie professionali irreversibili che tante vite e famiglie hanno colpito stravolgendo le loro vite.
Umanità, dignità, lavoro, rispetto della persona, dell’uomo e della donna.
Rispetto della vita umana sarà l’occasione di questa giornata dove tutti dobbiamo seriamente decidere di dare un contributo.
Facciamo che sia una “festa” del lavoro nel rispetto dell’uomo e del lavoro come fonte di dignità, libertà e non morte.
Buona festa a tutti.
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
