di Giuliano Longo
Nuova mossa di Vladimir Putin, il Presidente russo ha infatti annunciato giovedì che Mosca vuole creare una zona cuscinetto lungo tutto il confine russo con Kiev per prevenire gli attacchi sulle regioni della Federazione.
“Una decisione è stata presa e le nostre forze armate stanno ora svolgendo il compito”, ha affermato il leader russo nel corso di una riunione del suo Governo annunciando “abbiamo approvato la creazione di una necessaria zona cuscinetto di sicurezza lungo i nostri confini. Le nostre forze armate stanno lavorando attivamente per portare a termine questo compito”..
Nel corso della riunione il presidente russo ha citato alcune zone che sono state ripetutamente oggetto di attacchi da parte delle forze armate ucraine negli ultimi mesi ed in particolare l’’oblast di Kursk occupato parzialmente nell’agosto scorso dagli ucraini e solo recentemente liberato.
Le aree indicate sono quelle di Kursk, Belgorod e Bryansk, ovvero all’interno delle corrispondenti regioni ucraine di Kharkiv,Sumy e Černigov.
Attualmente le preoccupazioni maggiori di Kiev riguardano la regione di Sumy dove ci sono circa millecinquecento insediamenti e già l’evacuazione obbligatoria ne è stata annunciata per 202, con l’esodo del 65% della popolazione civile come annunciato dalle autorità locali.
A metà marzo era già evidente che la Russia intende estendere l’occupazione in are significative di quelle regioni soprattutto in direzione di Pokrovosk.
Infatti attraversare quel confine amministrativo significherebbe anche aggirare le formidabili difese ucraine di Zaporozhye e portare alla conquista di tutta quella regione, che invece già la Russia rivendica.
Più realisticamente l’affondo dei russi verso centro del Donbas fa sospettare una manovra in direzione di Kramatorsk, la capitale di fatto del Donbas non occupato.
Se a questo si aggiunge che da maggio a settembre sono i mesi migliori per le offensive grazie alle condizioni meteo favorevoli, è probabile che Mosca stia preparando una grande offensiva nel Donbas occupandolo totalmente e poi semmai negoziare.
L’occupazione completa della regione resta l’obiettivo minimo dell’invasione russa ( a suo tempo definita Operazione Militare Speciale) e questo traguardo potrebbe soddisfare Putin prima di un accordo con l’Ucraina.
La zone cuscinetto fanno invece parte di una strategia che prevede il proseguimento del conflitto ben oltre l’anno in corso e nel tempo porterebbe le regioni indicate o parte di esse, come aree sotto il controllo russo di fatto.
Strategia che complica le cose anche per le Potenze europee “i volenterosi”, i quali, anche nella remota ipotesi di un intervento militare diretto, si troverebbe a dover controllare o addirittura combattere su un fronte di 1600 chilometri.
Aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 13.27
