di Wladymiro Wysocki (*)
Dopo un primo incontro con i sindacati, il confronto con il Governo e Ministero del lavoro è continuato a Palazzo Chigi con le associazioni delle imprese.
Seguiranno altri incontri con dei tavoli tecnici al Ministero del Lavoro, così riporta il Ministro Marina Elvira Calderone, e tra i primi argomenti dovrebbe essere il tema dello stress da caldo nel lavoro.
I temi affrontati e quelli che si succederanno sono sicuramente l’edilizia e la patente a crediti, con i risultati sbiaditi rispetto alla grande rivoluzione annunciata, formazione, agricoltura, sanità, le carenze degli ispettori sul territorio.
I prossimi incontri saranno focalizzati per singoli argomenti.
Dopo tante sollecitazioni e tragedie sembra che finalmente ci sia una intenzione di prendere seriamente l’emergenza degli infortuni, malattie professionali e vittime del lavoro.
Tante sono state le proposte e tante anche contrastanti tra loro ma vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà e soprattutto a quale cadenza verranno effettuati i lavori di confronto e studio di procedure.
Di sicuro stiamo ancora in attesa della ricetta magica alla prevenzione degli incidenti che non porterà di certo a soluzioni immediate e soprattutto con tempi abbastanza travagliati nelle lotte sindacali e di associazioni per accaparrarsi il primato della soluzione.
Ad oggi nessun primato, nessun podio e nessuna ricetta magica, anzi, si continua incessantemente a morire e ad assistere a incidenti e malattie professionali con una “normalità” senza precedenti.
La prevenzione e sicurezza sul lavoro non è una semplice attività lavorativa, o quanto meno, non deve essere vista come una attività puramente remunerativa alla frenetica ricerca del cliente per aumentare il fatturato, ma bensì è anche, se non soprattutto, una missione.
Una missione dove le competenze, le conoscenze, la serietà del tecnico della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro vengono messe a disposizione di aziende e lavoratori.
La priorità è la tutela della persona in quanto per il lavoratore si devono creare tutte le condizioni possibili di un lavoro sano e sicuro.
Il lavoratore del resto è la prima definizione del testo unico della sicurezza, D. Lgs. n. 81/08 e s.m.i., ed è il fondamento della lotta a tanti incidenti, infortuni, malattie professionali e morti alle quali ogni giorno assistiamo.
Formatori, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, Coordinatori dei cantieri temporanei o mobili, consulenti hanno tutti l’obbligo morale di mettere in cima alle priorità il benessere lavorativo e la salvaguardia della persona.
Oggi assistiamo più che altro alla disperata ricerca di nuove leggi, norme, procedure pensando che questa sia la base della prevenzione, che sicuramente hanno la loro importanza, ma anche da questi nuovi tavoli mi lascia spazio a poca speranza in un vero cambiamento.
Quel cambiamento culturale ripetuto alla noia ma che non deve essere solo dai ragazzi, ma già dai grandi e, permettetelo, anche di tanti professionisti che con troppa leggerezza assumono incarichi ed esercitano la professione.
Una tirata di orecchio la meritiamo tutti, chi più e chi meno.
Abbiamo testi in abbondanza ma manca sempre la loro comprensione e attuazione.
Su questo dobbiamo soffermarci seriamente e cercare di dare il massimo supporto tecnico ad aziende, imprese, datori di lavoro e lavoratori, capendo insieme come trovare una sintonia e un linguaggio comune.
Ancora troppo spesso si riscontra confusione e incapacità di cosa fare e come fare, basta una semplice intervista al primo datore di lavoro per capire la gravità della situazione.
Invece stiamo assistendo spesso e volentieri a un costante inasprimento delle penne, che servono assolutamente, ma non sono lo strumento per incentivare l’applicazione della normativa vigente e soprattutto stimolare i datori di lavoro alla virtuosità che il Ministro spesso richiama.
Andrebbe fatto un piccolo passo indietro e mettersi dalla parte delle aziende e capire, con il loro supporto, cosa realmente manca per rendere tutto questo infinito mondo realmente applicato, comprensibile, fattivo, migliorabile.
Rendere la prevenzione e la sicurezza non solo sulla carta, che non serve a niente e il più delle volte fittizia.
Manca un passate di unione tra norma, carta e applicazione.
Manca quella consapevolezza spesso richiesta che andrebbe a sfociare nella cultura della sicurezza tanto decantata.
I Formatori devono cominciare a cambiare il metodo della comunicazione e non fermarsi alla proiezione di centinaia di slide, spesso unica preoccupazione di molti che non sanno cosa portare, ma a una partecipazione attiva in aula con tematiche di interesse per quell’aula specifica.
Tante volte ho assistito a lezioni che nulla avevano a che fare con la mansione dei lavoratori ma serviva per riempire le ore, tanto è sempre nel testo della sicurezza dicono.
Fare più attenzione al livello e qualità della comunicazione che non è a una via, bensì a due e quindi necessario di un ritorno di idee, opinioni, domande dalla platea dell’aula formativa.
Scambi di idee, dibattiti, affrontare problematiche quotidiane così da stimolare di trovare insieme soluzioni fattive e lavorare su una prevenzione condivisa.
Sono sempre più convinto che al netto delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale della quale non sappiamo bene ancora come applicarla in questo contesto, cominciamo da quello che abbiamo e mettiamoci in condizioni di farlo e farlo bene.
Del resto non è la scoperta dell’acqua calda che ancora oggi riscontriamo in maggior parte attestati finti, documentazione scopiazzata, procedure riprese da altre realtà e tanto altro.
Quindi se oggi il dramma delle morti e incidenti sul lavoro ha raggiunto una situazione oltre il limite dell’immaginazione mettiamoci davanti a uno specchio e facciamoci un esame di coscienza.
Da lì possiamo parlare di nuovi regolamenti, norme, leggi, decreti, sanzioni, e tutte le infinite proposte spiattellate ad ogni tavolo, incontro, intervista, manifestazione o salotto televisivo.
Citando Benjamin Franklin, “un’oncia di prevenzione vale una libbra di cura”
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
