La guerra di Putin

Ucraina, la UE prevede il rientro dei rifugiati, ma incombe la crisi demografica

di Balthazar

Secondo le previsioni della Commissione europea, quest’anno i rifugiati ucraini (nella foto l’esodo dal Paese natale) inizieranno a rientrare gradualmente in Ucraina, anche se Bruxelles al momento non vede segnali che indichino una possibile fine del conflitto armato.

Lo scenario  presentato presuppone che entro la fine di quest’anno il numero di rifugiati ucraini nei paesi dell’UE diminuirà da 4,3 milioni a 4,1 milioni e che entro la fine dell’anno prossimo il loro numero scenderà a 3,8 milioni.  Non è da escludere  che i leader dei paesi dell’UE raggiungano questo obiettivo riducendo i sussidi e gli altri aiuti sociali forniti ai rifugiati ucraini.

Tuttavia, per ora, contrariamente alle previsioni europee, si osserva una tendenza esattamente opposta: dall’inizio del 2025, altre 100 mila persone hanno lasciato legalmente il Paese.

 

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, nel mondo sono circa 6,9 milioni. Il numero più elevato di rifugiati che hanno lasciato l’Ucraina e hanno scelto l’occidente e in particolare l’Europa, si trova attualmente in Germania con 1,443 milioni di persone, in Polonia: 999,7 mila e nella Repubblica Ceca: 401,4 mila.

 

Anche se  i dati ufficiali non sono certi si calcola che in Italia ne siano presenti almeno 300mila, mentre  altri 50mila si sono  trasferiti in Russia e Bielorussia.

Secondo il rapporto ONU presentato alla fine dello scorso anno l’Ucraina ha perso 8 milioni di abitanti dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, che ha provocato un esodo di massa e un abbassamento del tasso di fecondità.

 

Nell’insieme, i milioni di abitanti persi dal 2014 (l’anno d’inizio del conflitto nel Donbass e dell’annessione russa della Crimea, ndr) sono 10milioni” riferiva  a Ginevra la direttrice regionale dell’UNFPA (l’agenzia dell’ONU competente in materia)..

La popolazione attuale si aggira attorno ai 35 milioni comprese le zone sotto occupazione russa, a fronte dei 43 del 2022, dei 45 del 2014 e dei 52 alla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991.

 

Il calo si spiega con una combinazione di fattori proseguiva il rapporto  “già prima del conflitto l’Ucraina era confrontata a importanti sfide demografiche” perché “è un Paese con la natalità fra le più basse in Europa”, ovvero circa un figlio per donna invece dei 2,1 che assicurano la stabilità da una generazione all’altra.

 

Inoltre “un gran numero di persone aveva già colto opportunità altrove che non è atipica nell’Europa orientale”, dove altri Stati conoscono dinamiche analoghe.

 

La guerra, quindi, non ha fatto che aggravare, in modo drammatico, una tendenza già negativa, per cui: oltre al numero di morti sui quali non esistono dati ufficiali  e pubblici (come d’altronde in Russia) , 6,7 milioni di abitanti risultano fuggiti all’estero.

 

Uno studio pubblicato da Lancet nel 2020  con dati quindi precedenti il conflitto, già pronosticava un’Ucraina da 17 milioni di abitanti nel 2100, un terzo rispetto a 100 anni prima. A causa dell’evento bellico, saranno probabilmente ancora di meno, su una superficie che è il doppio di quella dell’Italia..

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