“Confermiamo che tra le persone uccise nel massacro odierno non c’era un solo uomo armato, e che erano tutti civili presi di mira mentre eseguivano la preghiera dell’alba”. Così Hamas, nella serata di ieri, ha smentito la presenza di combattenti nella scuola di Gaza presa di mira dal raid israeliano. Un attacco condannato da più fronti, anche quello italiano, e che mette a dura prova i negoziati per un cessate il fuoco nella Striscia. Israele ha dichiarato di aver colpito e ucciso di 19 membri di Hamas e della Jihad islamica nell’attacco aereo sulla scuola. Tra questi il comandante senior Ashraf Juda. Le forze di difesa israeliana hanno dichiarato che “secondo un esame preliminare, i numeri pubblicati da Gaza sono esagerati e non corrispondono alle informazioni disponibili nell’Idf, alle munizioni utilizzate e all’accuratezza dell’attacco“. L’idf ha spiegato di essere in possesso di un video in grado di testimoniare che “non c’erano donne o bambini nell’area prima dell’attacco”. Certezze che vengono smontate da Hamas ed etichettate come “false e infondate”. La nota è stata riferita da Al Jazeera. Tra le vittime c’erano soltanto “bambini, dipendenti pubblici, professori universitari e membri del clero”. Sono 93 i morti in totale dopo l’ultima conta.
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