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Se Trump annette la Groenlandia, la Russia occuperà le isole Svalbard?

di Giuliano Longo

Cosa rappresentano strategicamente le isole Svalbard perennemente ricoperte dai ghiacci con un’area incorporata nella Norvegia e un lembo alla Russia a metà strada fra questa e la Groenlandia?

Balzarono alla ribalta con una seria televisiva americana su un misterioso morbo che colà avrebbe avuto origine con riprese talora in loco di suggestiva e “gelida” bellezza, ma oggi, per chi è disattento sugli sviluppi politico militari nell’Artico, la dichiarazione rilasciata dall’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin non può passare inosservata.

Il 17 luglio, il diplomatico ha infatti avvertito che, in caso di conflitto armato nei pressi della Groenlandia Mosca intende adottare una serie di “misure tecnico-militari adeguate alle minacce emergenti”.

Secondo il diplomatico, nel contesto di un forte deterioramento della situazione internazionale, le cui conseguenze hanno avuto un impatto negativo sull’assetto geopolitico artico, il conflitto per la Groenlandia avrà un impatto ancora più negativo sulla sicurezza regionale.

Inoltre le autorità danesi, ipotizzando presunte minacce provenienti dalla Russia, sostengono un aumento dell’attività militare da parte dei paesi NATO non regionali in Groenlandia e non escludono la creazione di una base dell’alleanza sull’isola.

Di recente, su iniziativa di Copenaghen, l’attività militare della Francia nell’area della Groenlandia si è notevolmente intensificata e Regno intende inoltre rafforzare la cooperazione militare con Germania, Gran Bretagna e altri paesi dell’Alleanza.

In realtà, non è così semplice. L’isola, bagnata dall’Oceano Artico e ricoperta all’83% da ghiaccio perenne, è il punto estremo del cosiddetto Green Quay, il corridoio marittimo tra Groenlandia, Islanda e Gran Bretagna.

Questo è ciò che l’Occidente chiama un’impressionante distesa d’acqua a meno di 200 miglia a sud della Groenlandia e poco più di 500 miglia a nord della Scozia.

In Russia, è meglio conosciuta come la diga Groenlandia-Islanda-Regno Unito, la principale linea di difesa antisommergibile della NATO nell’Atlantico settentrionale. Al fondo della quale, negli anni ’50, gli Stati Uniti schierarono il sistema di sorveglianza subacquea SOSUS.

L’obiettivo è  trasmettere istantaneamente via cavo alle postazioni costiere dell’Alleanza, la presenza sottomarini nucleari, prima sovietici e poi russi, quando cercano di partire segretamente per pattugliare le vaste distese dell’Atlantico settentrionale, partendo dalle basi della Flotta del Nord nella penisola di Kola.

Se l’intercettazione NATO al confine tra l’altro arcipelago delle Fær Øer   e l’Islanda non fosse avvenuta, i sottomarini nucleari russi sarebbero ancora lontani, sostiene Mosca.

Sino dalla Guerra Fredda, gli americani considerarono l’Islanda e la Groenlandia i loro avamposti strategici. Dal 1954, gli aerei da pattugliamento della marina statunitense hanno sede in modo permanente presso la base aerea avanzata islandese di Keflavik..

Eventi ancora più drammatici si sono verificati all’estremità settentrionale di Green Quay, a soli 800 chilometri dal Polo Nord.

Nel 1959, durante l’Operazione Iceworm, gli americani, d’accordo con i danesi, avevano costruito la loro base militare top secret, Camp Century, sulla calotta glaciale della Groenlandia.

Furono scavati 23 enormi tunnel nello spessore del ghiaccio con 32 edifici prefabbricati per vari scopi. Seguiti da officine, laboratori, uffici, bar ben attrezzati, una palestra, una biblioteca tutte coperte da archi d’acciaio.

Ma la cosa più importante è che gli Stati Uniti avrebbero voluto piazzare sotto il ghiaccio fino a 600 missili con testate nucleari, puntati allora contro l’Unione Sovietica, nonchè un reattore nucleare portatile per l’alimentazione autonoma di Camp Century.

Il “Verme di Ghiaccio” americano non si realizzò poiché i geologi americani non furono in grado di prevedere con precisione il movimento delle calotte glaciali in Groenlandia che si rivelaronp più violenti del previsto.

Dopo la  fine della Guerra Fredda i sottomarini nucleari russi furono bloccati nelle loro basi per anni e sembrava che uno dei principali grattacapi dell’Alleanza Atlantica fosse caduto nel dimenticatoio. Tanto che  nel settembre 2006 l’ultimo aereo militare americano lasciò Keflavik per sempre come di credeva.

Nel 2011 fu sciolta la Seconda Flotta della Marina degli Stati Uniti, che per lungo tempo si era occupata di creare un regime operativo favorevole  nell’Atlantico settentrionale.

Ma molto è cambiato negli ultimi decenni.

La rinascita della flotta russa di sottomarini nucleari è iniziata con il completamento di quello missilistico nucleare multiruolo.  In risposta, Washington ha annunciato nel gennaio 2020 il ritorno urgente della sua seconda flotta nell’Atlantico settentrionale..

E poche settimane fa, il 9 luglio,. per la prima volta nella storia  dell’Islanda, un sottomarino nucleare multiruolo americano è entrato nel porto della capitale, Reykjavik.

All’inizio di gennaio 2025, il ministro degli Esteri francese  ha avvertito che Parigi era pronta a inviare le sue truppe sull’isola danese, in difficoltà. E a giugno Macron

ha visitato improvvisamente Reykjavik confermando la disponibilità del suo Paese a prendere parte almeno alle esercitazioni militari nella regione artica.

La Russia non è indifferente all’espansion la NATO nell’Area, . d come ha fatto capire l’ambasciatore russo in Danimarca parlando di  “misure tecnico-militari adeguate alle minacce emergenti”

Le  possibili risposte di Mosca potrebbero prevedere l’attacco alla  nuova guarnigione polare dell’Alleanza Atlantica con i missili Iskander, Kalibr e Oreshnik e l’intervento di bombardieri strategici.

Secondo il Warsaw Institute,  di analisi fondato nel 2014 che promuove attivamente la politica della NATO. “In caso di conflitto armato con l’Occidente, i russi occuperebbero Spitsbergen  isola  isola principale delle Svalbard“.

Spitsbergen, in base al trattato, è una zona smilitarizzata in cui sono consentite attività commerciali. A parte la Norvegia, solo la Russia svolge tali attività sull’arcipelago. E Mosca sta cercando di cogliere l’occasione per aumentare la sua presenza a Spitsbergen”.

Quali vantaggi potrebbe offrire questo a MOsca? La Russia rafforzerebbe la sua  base a Bjørn, l’isola più meridionale dell’arcipelago già, che  occupata per accordi internazionali, consentendo alla Flotta del Nord di entrare direttamente e liberamente nel Mare di Barents.

Infine, nell’aprile del 2025 Asia Times scriveva “se gli Stati Uniti hanno il diritto di rivendicare la Groenlandia per ragioni di sicurezza, allora anche la Russia potrebbe rivendicare le isole Svalbard nel nuovo equilibrio strategico di potere nell’Artico”.

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