di Giuseppe Onorati
Pensare alla biografia artistica del maestro Antonio Diana è come leggere il suo viaggio spirituale, in cui ogni creazione rappresenta una tappa a cui l’artista campano è approdato nella sua profondità esistenziale, servendosi della produzione estetica come viatico simbolico-espressivo di ogni traguardo raggiunto nel viaggio.
Pittore affermato e stimato dalla critica, tuttavia non si è limitato soltanto alla forma pittorica ma abbracciando anche la fotografia e la letteratura, ha intrapreso un discorso espressivo più largo, nel quale al centro vi sono senso e significato del dire e la forma espressiva, per quanto elaborata e richiedente tecnica e maestria , ha soltanto una mera funzione veicolare. Proprio la centralità di senso e significato dimostrano come per Diana l’arte ma ancor più generalmente l’agire umano, siano un prodotto di quella “fiamma” alla base dell’esistere che è lo spirito.
L’ultimo lavoro letterario del maestro, Ririsuscitato (Una storia d’amore tra sacro e profano) è una presentazione in chiave simbolica ed allegorica del viaggio della vita in cui vi è la centralità dello spirito, la causa fondamentale dell’intellegere e dell’agire, in quanto elemento cardine della nostra generazione divina, che ci rammenta quale sia il fine a cui nella nostra esistenza siamo chiamati.
Di sapore dantesco, il romanzo di Antonio Diana ci parla “del cammin di nostra vita”, un viaggio in cui partiamo consapevoli di ciò a cui dovremmo tendere ma durante il quale, ben presto l’immersione nella storia, ci fa cadere nelle selve oscure dell’oblio, continuamente assaliti dalle tentazioni che ci testano, lasciandoci in bilico se essere grano o pula quando ci sarà La Grande Mietitura alla Fine dei Tempi. Tuttavia la Luce della Provvidenza interviene per le vie misteriose ed imperscrutabili dell’Altissimo, che aiuta a rialzarsi e ripartire verso la Giusta Meta.
Ririsuscitato (Una storia d’amore fra sacro e profano) è apparentemente un romanzo autocentrato sull’autore, che parla in prima persona, potendo indurre in prima battuta il lettore a considerarlo limitato al carattere autobiografico. Dietro la prima persona c’è però l’intera umanità rappresentata nell’intento narrativo di Diana, che spesso nelle righe dell’opera parla dell’uomo, declinando esplicitamente il discorso su una portata universale. Il suo viaggio è l’itinerario esistenziale dell’intera umanità, che nella storia viene testata continuamente nello scontro polare fra Bene e Male; cade, si rialza, cade e si ridesta, fino a quando “come un ladro nella notte” ritornerà il Figlio dell’Uomo a rendere definitivamente i conti.
In una forma linguistica ch’evocherebbe l’immediatezza espressiva dell’Ulisse di James Joyce, l’autore pone il lettore in una condizione diretta nell’affrontare i pensieri, i sentimenti, gli umori narrati; il lettore è direttamente proiettato nella narrazione: vede, sente, parla, pensa e questa scelta espressiva di coinvolgimento diretto è forse il fattore più importante a dimostrazione del senso universale del romanzo. L’itinerario interiore di Antonio Diana può essere lo scenario interiore di ogni uomo.
E’ un racconto che si sviluppa in uno spazio-tempo interiore, dove simbolo, allegoria e metafore hanno il potere mitico di narrare la storia dei secoli in un infinitesimo di tempo. Adamo ed Eva, sedotti dal Grande Ingannatore mangiano la mela proibita e dalla beata ed armonica inconsapevolezza dell’Eden, cadono nella storia, che li pone in un teatro minato da continue tentazioni poste in essere dal disegno luciferino ed implementate da Satana a servizio di Dio, affinché l’uomo, persa la verginità primordiale, ritrovi lungo il cammino storico la sua derivazione divina di immagine e somiglianza dell’Altissimo; di un Dio creatore, Primo Creatore, Fonte d’Amore Universale, l’Amore che crea l’Armonia del Tutto.
E’ così che la vicenda del viaggio interiore dell’uomo Antonio Diana è la vicenda dell’umanità. Con un ritmo narrativo serrato e spumeggiante, connotato da continua ironia di sottofondo e di rimandi musicali e culturali, l’autore da subito c’immerge nei meandri del suo viaggio, aprendo un dialogo diretto con la coscienza del lettore. E’ un universo di significati soggettivi, che però si aprono facilmente alla comprensione e condivisione di chi “vuol sentire” e “vuol guardare”. Voci fuori campo annunciano ed introducono agli scenari narrativi, per poi lasciare al lettore la possibilità di immergersi nelle immagini disegnate dalla penna di Diana.
L’uomo, calato nel teatro della storia, intraprende il cammino che è una scuola e, creato da Dio a sua immagine e somiglianza ed armato di discernimento, affronta le sfide della tentazione che gli si pongono innanzi. E’ una palestra ardua in cui il rischio della dannazione è sempre dietro l’angolo delle lusinghe di Satana. Tuttavia un Creatore innamorato delle sue creature, in momenti critici interviene a ridare Luce, affinché ci si possa riorientare verso la Giusta Meta.
La storia umana è sotto le grinfie del disegno di Lucifero e Satana implementa gli scenari in cui l’uomo è sottoposto a prove continue. Il mondo è apparecchiato dal tentatore con succulenti pietanze : brama di potere, lusinghe del successo, alienazione di massa nell’effimero, tutte trappole messe a punto per testare l’uomo nel suo cammino. Satana mette a punto un sistema che possa farlo cadere; il potere con le sue braccia criminali ordina e dirige un mondo che offre illusorie gratificazioni, stimola la vanità e lo spietato egoismo. Organizza “grandi feste” nel suo cerchio; solamente uno slancio eroico ispirato dalla Luce provvidenziale dell’Onnipotente può ribaltare la situazione e recuperare le anime dalla via del declino.
Questo slancio è l’elemento centrale del romanzo. L’autore parlando in prima persona ma paradigmaticamente per l’umanità, racconta di come nella propria storia si cada vittime del mondo, ci si rialzi più consapevoli ma nuovamente si cada e ci si rialzi. Ogni caduta dovuta agli agguati del mondo, è un morire nello smarrimento spirituale, un perdere l’orientamento verso il Giusto; allo stesso tempo però, se aiutati dall’illuminazione divina, sempre disponibile per chi la cerchi, si rinasce con uno spirito più forte, che col discernimento si arricchisce di valore evolutivo. Il cammino della vita pieno d’insidie, se orientati ed ispirati dalla Luce divina, è un risorgere dopo ogni caduta, risvegliando sempre di più la consapevolezza di quella missione originaria della nostra esistenza finita nell’oblio: renderci degni di ambire al Nuovo Mondo progettato dal Signore.
Una particolare attenzione nel romanzo è posta, con un implicito quanto descrittivamente preciso rimando al momento storico attuale, alla Fine dei Tempi nella quale, i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse: Acqua, Aria, Terra e Fuoco avvertono l’insofferenza insopprimibile del Pianeta Terra verso un’umanità ormai sempre più disorientata e pericolosa; è questo il momento della Battaglia Finale fra Bene e Male in cui, per chi nel cammino evolutivo abbia raggiunto risveglio e piena consapevolezza, si debba affrontare ed affrancarsi definitivamente dal cerchio di Satana. Dopo ci sarà il compimento della Storia e Cristo si ricongiungerà alla sua sposa: la Terra.
Ririsuscitato (Una storia d’amore tra sacro e profano) per Pasquale Gnasso Editore, è disponibile su Amazon.it, Mondadori Store, Feltrinelli, Ibis ed altre piattaforme.
Buona lettura .
