Economia e Lavoro

Ristori, il Governo mette in campo nuovi ristori. Il grido di dolore di albergatori, ristoratori e turismo organizzato

 

In queste ore ci sarà il disco verde ad  un provvedimento che dettaglierà la distribuzione dei due miliardi già a disposizione per i ristori destinati alle categorie colpite duramente dalla quarta ondata di pandemia. La nuova tornata di ristori a beneficio delle imprese travolte dalla valanga Covid avverrà in due tempi: nell’immediato sono a disposizione i due miliardi circa stanziati nella legge di bilancio. Serviranno per aiutare soprattutto il turismo, per il quale c’è un fondo ad hoc da 150 milioni di euro, e in generale le piccole imprese, che vedranno rifinanziati i fondi per la cassa integrazione. Aiuti mirati sono previsti anche per discoteche, locali da ballo e teatri. “Stiamo facendo tutti una riflessione – fa sapere Draghi- per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia. Valuteremo se servono altre risorse”.

Poi Garavaglia, titolare del turismo, comparto tra i più colpiti dalla pandemia: “Chiaramente il settore è ancora in difficoltà e per questo abbiamo chiesto ai membri del Governo – e domani ci sarà un Consiglio dei ministri che darà una prima risposta a queste istanze – una serie di misure: la proroga della Cassa integrazione Covid per il settore turismo, la possibilità di usufruire del credito d’imposta per la locazione di immobili finalizzati sempre alle strutture ricettive, l’esenzione del versamento della prima rata dell’Imu, la proroga delle misure di sostegno finanziario alle imprese operanti nel comparto turistico, la decontribuzione per chi rientra dalla Cassa integrazione e l’incremento del Fondo che abbiamo a bilancio attualmente di 120 milioni di euro che chiaramente deve servire sì per i ristori ma anche per misure di promozione e sviluppo”.

In un’intervista al Messaggero del 18 gennaio, la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartori annuncia che i ristori che verranno inseriti nel prossimo decreto legge saranno limitatati “ai settori chiusi dai provvedimenti del governo: sale da ballo, discoteche, ma anche sport e cinema e più in generale il settore spettacolo che hanno avuto una riduzione significativa di entrate” e anche al turismo. Quanto alle risorse, “c’è uno spazio certo di un miliardo, al netto della questione caro-bollette. Ma credo che alla fine sarà di più”. L’intervento riguarderà i primi tre mesi dell’anno, con aiuti a fondo perduto e a forfait. La premessa è che “salvo alcune eccezioni, la maggior parte delle attività economiche sono aperte. Capisco le richieste che arrivano di sostegno, ma non dobbiamo dimenticare che il 2022 sarà un anno di grandi investimenti.Semmai il vero tema è riuscire a metterli tutti a terra”. Poi Confcommercio: “Il presidente Draghi ha fatto riferimento agli stanziamenti della legge di bilancio per il 2022 per la prima risposta ai fabbisogni dei settori produttivi colpiti – a partire dalla filiera del turismo – dall’impatto della nuova fase della pandemia. Non ha, tuttavia, escluso la necessità del reperimento di ulteriori risorse”. Così Confcommercio, per la quale “è fin d’ora chiaro che vanno messi urgentemente in campo nuovi ristori e nuove moratorie creditizie e fiscali oltre che un nuovo ciclo di Cassa Covid. Servono, dunque, risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati in legge di bilancio. Servono con urgenza e vanno reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio”.  Ed ancora la Fipe, che rappresenta i settori della ristorazione e che fa sapere come nel 2020 i consumi nella ristorazione sono calati del 37,4%, ovvero 32 miliardi di euro in meno rispetto al 2019. E se si aggiunge un altro 28% perduto nel 2021, sempre rispetto all’anno pre pandemia, di miliardi se ne debbono aggiungere altri 24, per un totale di 56 miliardi di euro in meno spesi da famiglie e turisti, italiani e stranieri, all’interno dei pubblici esercizi. Il che si traduce in 45mila imprese scomparse in meno di due anni e 300mila lavoratori che hanno perduto l’impiego. Sono numeri che parlano da soli e che Fipe-Confcommercio ha elencato in una lettera inviata ai Ministeri del Lavoro e del Turismo in cui si chiede che le imprese del settore siano comprese nel prossimo decreto di sostegno alle realtà in crisi e in cui si sottolinea che “in queste settimane si sta componendo la ‘tempesta perfetta’ per le imprese del settore, già indebolite da due anni di pandemia e incertezza”. “Siamo tutti consapevoli dell’importanza della figura del prossimo Presidente della Repubblica, tanto più in questo momento storico, ma i problemi di migliaia di imprese e di lavoratori non aspettano le elezioni al Quirinale”.  Così il presidente Lino Stoppani, che aggiunge: “come chiediamo ormai da giorni, bisogna intervenire subito, sostenendo queste imprese con la proroga della cassa integrazione Covid e delle moratorie bancarie oltre che con sostegni economici proporzionati agli ingenti danni subiti. Non stiamo chiedendo aiuti a pioggia, se il problema sono le risorse si selezioni l’accesso alla cassa integrazione, alle moratorie e agli altri incentivi sulla base della reale perdita di fatturato, ma è preoccupante registrare oggi la mancanza di attenzione rispetto a questi temi”. “Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati”. Lo sottolinea il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, che ha chiesto un incontro urgente ai segretari generali delle di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per esaminare le prospettive del settore e verificare l’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento. “Non stupisce prosegue il presidente dell’Associazione degli albergatori aderente a Confcommercio– che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato. A fronte di ciò a oggi non hanno trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19”. “Non tocca a noi entrare nel dibattito tecnico e politico sulla necessità o meno di uno scostamento di bilancio. Tuttavia chiediamo al governo sostegni congrui e immediati: la pandemia continua a mordere, il turismo organizzato è fermo ormai da due anni e non possiamo accontentarci di qualche briciola raccattata tra le pieghe del bilancio pubblico”. Lo ha sottolineato Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio“Servono subito un ampio rifinanziamento della Cig Covid almeno fino al 30 giugno 2022, naturalmente con validità retroattiva dal primo gennaio, e contributi diretti per almeno 500 milioni di euro. La rapidità è fondamentale, non c’è tempo da perdere, ogni giorno che passa è un giorno colpevolmente sprecato. Il nostro è il comparto più colpito dalla pandemia e ci sono decine di migliaia di posti di lavoro a rischio. Ecco perché ha proseguito Gattinoni – chiediamo anche l’estensione del credito d’imposta sulle locazioni commerciali con la possibile cessione fino a fine giugno”. “Ci aspettiamo dunque uno stanziamento rilevante e tempestivo. E ci permettiamo di dare un suggerimento al governo: quello di evitare contributi a pioggia che perseguono spesso la logica del consenso politico di corto respiro e finiscono per perdersi in mille rivoli, ridimensionando l’efficacia dello sforzo finanziario”, ha concluso il presidente di Fto. “Nella situazione drammatica che il nostro  comparto sta attraversando, i corridoi turistici hanno dato buoni  riscontri in termini di sicurezza e tutela della salute dei  viaggiatori. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe prorogare quelli già aperti e soprattutto allargarli subito ad  altre destinazioni, come sollecitato anche dal suo collega Massimo  Garavaglia”, ha aggiunto Gattinoni.

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