Roma Capitale

Rogo Primavalle: Meloni, una delle pagine più buie degli anni di piombo

“10 e 22 anni. Avevano queste età Stefano e Virgilio Mattei il 16 aprile 1973, quando rimasero uccisi, bruciati vivi di notte nella loro casa, stretti in un abbraccio mentre cercavano di salvarsi. Due vite innocenti spezzate in modo atroce senza alcuna ragione, se non l’odio politico e ideologico di chi appiccò quel rogo: tre militanti di Potere Operaio che volevano intimidire Mario Mattei, padre di Stefano e Virgilio, ‘colpevole’ solo del suo impegno politico. Una tragedia che segna una delle pagine più buie degli anni di piombo e che ci mostra dove può arrivare la violenza quando sostituisce il confronto”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ricordare oggi la barbarie del rogo di Primavalle non è solo un esercizio di memoria, è un modo per rendere omaggio a Stefano, Virgilio e tutte le vittime di quegli anni – di qualunque colore politico – e condannare senza ambiguità ogni forma di violenza politica. Affinché certi drammi non si ripetano mai più”, conclude Meloni.
La Russa, bestiale violenza comunista
“Io c’ero. Purtroppo o per fortuna, non lo so. Con quelli della mia generazione eravamo già militanti quando arrivò la notizia di questa bestiale violenza comunista, che aveva tolto la vita a un ragazzino, al fratello”, Stefano e Virgilio Mattei, e “aveva cercato di far bruciare viva l’intera famiglia. Era un altro salto di qualità in negativo di quella violenza che si abbatteva sull’Italia di quegli anni”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della cerimonia di commemorazione del 53esimo anniversario della Strage di Primavalle a Roma. “Ci sono state vittime anche a sinistra, ma nessuna bestialità enorme come questa violenza c’è mai stata. Ecco perché dopo 53 anni siamo ancora qui, con la stessa emozione, con la stessa vicinanza alla famiglia e alla sorella, con lo stesso ricordo dei genitori di questi due ragazzi, che non si allontanarono dal loro impegno politico. Questa è una cosa che non ricordiamo spesso”, ha aggiunto La Russa, “non avrebbero voluto, ma diventarono un simbolo della capacità di non piegare la testa, non arrendersi. Siamo qui sperando che la memoria copra tutte le violenze, tutti gli odi, li plachi. Ma se ci guardiamo intorno vediamo che il cammino è ancora molto, molto lungo. Il che non ci impedisce di cercare di essere almeno noi a percorrerlo. È quello che vogliamo fare”.

Rampelli (FdI), dopo 53 anni memoria fratelli Mattei sia condivisa
“Aprimmo il giornale 53 anni fa e vedemmo immagini scioccanti: Stefano e Virgilio, 22 e 10 anni, affacciati al balcone del terzo piano, semicarbonizzati, che chiedevano aiuto. Un aiuto impossibile da dare: creature la cui vita è stata stroncata a causa della violenza comunista che in un attentato micidiale voleva uccidere l’intero nucleo familiare. Si salvarono i genitori Mario e Anna e i fratelli, ma Stefano e Virgilio morirono in quello che sarebbe diventato il famigerato ‘rogo di Primavalle’. Ancora una volta qui, oggi, dopo 53 anni, in un clima molto diverso. Tutte le Istituzioni hanno ‘adottato’ la morte di Stefano e Virgilio come un fatto di assoluto rilievo: c’erano Roma Capitale, la Regione Lazio, la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica. Tutte le morti appartengono alla memoria nazionale ed è doveroso che le Istituzioni non le lascino cadere nell’oblio. La violenza non è ancora stata estirpata”. Così il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, commemorando il 53° anniversario della morte dei fratelli Stefano e Virgilio Mattei a Primavalle, a Roma, davanti al murale che li ritrae. “Troppe volte la cronaca ci racconta di ragazzi che in nome di presunte ragioni politiche usano la violenza, quando al contrario la politica è confronto tra idee diverse. Perché se fossero uguali non potrebbero le une riflettersi nelle altre. Oggi abbiamo inaugurato una targa, promossa dalla Regione Lazio, con un codice Qr che, inquadrandolo, rimanda alla storia dei fratelli Mattei. Un’iniziativa che porteremo in Parlamento con una proposta di legge affinché siano apposte targhe analoghe là dove sono caduti ragazzi innocenti e realizzare un museo digitale diffuso. Le loro storie non saranno più confinate in un piccolo nucleo familiare o in una comunità politica ma diventeranno, com’è giusto che sia, patrimonio comune della storia italiana”, ha concluso Rampelli.

Related posts

Celli, condanna per nuovo atto vandalico a centro sportivo Don Dino Puglisi a Montespaccato. Nulla può fermarare percorso di riscatto e legalità

Redazione Ore 12

CAMPIDOGLIO, PROSEGUONO LE REGISTRAZIONI DEGLI ATTI DI NASCITA CON DUE MAMME. OGGI IL SINDACO NE HA FIRMATI SEI

Redazione Ore 12

ROMA – CARABINIERI ARRESTANO UOMO GRAVEMENTE INDIZIATO DI ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI GENITORI

Redazione Ore 12