Con l’esecuzione di 6 custodie cautelari si è chiusa nella mattinata di sabato la prima fase di un’indagine condotta dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento della procura presso il tribunale ordinario e della procura presso il tribunale per i minorenni di Roma, avviata a seguito del tentato omicidio di un minorenne avvenuto lo scorso novembre nel quartiere Don Bosco a Roma. Le misure cautelari riguardano 2 maggiorenni e 4 minorenni e sono state eseguite stamattina dalla Squadra Mobile: i due maggiorenni, uno di 19 e l’altro di 18 anni, sono stati condotti nel carcere di Regina Coeli, mentre i 4 minori, di età compresa fra i 14 e i 18 anni (17 all’epoca dei fatti) sono stati accompagnati all’Istituto penale minorile di Casal del Marmo. Tutti sono ora a disposizione delle rispettive autorità giudiziarie, gravemente indiziati, in concorso fra loro, del reato di tentato omicidio. I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 30 novembre e sono avvenuti in un’area verde compresa fra viale Ciamarra e via Libero Leonardi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, diretti dai magistrati delle due procure, la vittima sarebbe stata attirata all’interno del parco con la scusa di uno scambio droga-danaro precedentemente concordato tramite chat, ma quando il giovane si sarebbe presentato nei pressi della panchina prestabilita come punto di incontro, sarebbe stato subito bloccato e trattenuto per un braccio da uno dei due oggi indagati maggiorenni, consentendo ad un altro gruppo di giovanissimi di uscire allo scoperto da un nascondiglio ricavato tra la boscaglia, per poi circondare la vittima e aggredirla fino a farla cadere a terra. Dopo l’aggressione con calci e pugni, la vittima sarebbe stata poi colpita più volte da uno degli aggressori con una spranga di ferro. Il colpo finale sarebbe arrivato quando il suo tentativo di divincolarsi sarebbe stato neutralizzato da uno degli indagati minorenni, che avrebbe estratto un coltello e l’avrebbe colpito alla schiena. A fronte delle gravi ferite riportate, il giovane è stato poi soccorso sul posto e trasportato in ospedale, con una prognosi iniziale di 60 giorni. Le indagini degli inquirenti e della Squadra Mobile si sono subito concentrate negli ambienti della droga e tra le amicizie della vittima. Grazie ad una serie di accertamenti tecnici, alla collaborazione di alcuni testimoni e al rinvenimento della spranga usata nel corso del pestaggio, gli investigatori sono riusciti a dare un volto e un nome a 6 aggressori – 2 maggiorenni e 4 minorenni – e ad attribuire a ciascuno di loro il rispettivo ruolo rivestito nella vicenda. Il movente del tentato omicidio, secondo l’ipotesi avanzata dalla Procura e citata nell’ordinanza firmata dal gip, andrebbe ricercata nel mancato incasso di una partita di droga che uno degli odierni indagati avrebbe affidato come ‘retta’ alla giovane vittima. Pare che la droga fosse andata ‘persa’ perché il giovane pusher era stato arrestato proprio in quella circostanza. La procura ordinaria e la procura specializzata hanno chiesto e ottenuto dai rispettivi gip l’emissione di una misura cautelare a carico dei 6 indagati. Il quadro investigativo resta in evoluzione, con accertamenti in corso per individuare altri partecipi rimasti ignoti.
