“Quanto sta accadendo per la concessione di Casale Garibaldi, nel Municipio V, rappresenta una preoccupazione e rischia di creare un precedente pericoloso per tutta la città. Lo abbiamo detto anche nell’assemblea pubblica partecipata di qualche giorno fa negli spazi esterni del Casale dove è stata sottolineata questa contraddizione. Casale Garibaldi è una realtà associativa che dal 1989 è un presidio fondamentale di partecipazione e che oggi, a seguito di un bando municipale, si vede scavalcare nonostante il profondo radicamento e la continuità del servizio offerto”. Lo dichiarano in una nota Alessandro Luparelli e Michela Cicculli consiglieri capitolini di Sinistra civica ecologista.
“Il Regolamento capitolino sull’utilizzo degli immobili di Roma Capitale per finalità d’interesse generale, delibera n. 104 del 2022 – spiegano – è nato con l’obiettivo di regolarizzare le realtà che per anni hanno operato nel patrimonio pubblico. L’articolo 42, in particolare, prevede una norma transitoria che riconosce una premialità specifica, fino a 35 punti, per chi ha già svolto attività storiche all’interno degli immobili. È uno strumento pensato per sanare situazioni pregresse e valorizzare l’esperienza maturata sul campo. In questa occasione, tuttavia, l’iter amministrativo ha prodotto un esito inaspettato: la gestione è stata assegnata a un’associazione estranea alla struttura, ignorando di fatto la finalità della norma”.
“Questa scelta – aggiungono Luparelli e Cicculli – indebolisce l’efficacia della norma transitoria e genera allarme tra le tante associazioni romane che confidano nel riconoscimento del valore sociale prodotto negli anni. C’è il rischio concreto di innescare una stagione di ricorsi al Tar, ma soprattutto il pericolo di lasciare senza casa una realtà storica. L’amministrazione ha il dovere di trovare una soluzione che tuteli tutte le parti coinvolte, chi risulta vincitore o meno: non si può ignorare il lavoro di chi per decenni ha operato per il miglioramento della qualità vita e della socialità nel quartiere. È necessario intervenire affinché l’applicazione del regolamento resti uno strumento di valorizzazione sociale che coniughi trasparenza e correttezza delle procedure con salvaguardia delle esperienze”.
