Percosse, lesioni personali aggravate, minacce e ingiurie continuate ad una commilitona parigrado. Sono i reati per cui la seconda sezione della Corte militare d’Appello di Roma, ha condannato un caporale maggiore dell’Esercito a cinque mesi e venti giorni di reclusione militare. La violenza risale al mese di aprile del 2020 e si è verificata nell’abitazione dell’uomo. Si legge nel capo d’imputazione, formulato dalla procura militare: “in seguito a una discussione per motivi privati e alla richiesta di chiarimenti di quest’ultima, la colpiva ripetutamente con alcuni schiaffi al volto, spingendola in un angolo del frigo in modo che non potesse muoversi e le teneva ferma, ripetendo la condotta per un paio di ore, successivamente, la afferrava per la gola stringendola forte, tanto da lasciarle segni di evidenti di arrossamento e graffi sul collo”. In primo grado il militare era stato assolto.
