Cronaca

Roma: minacce a Malan, il senatore al processo ‘mia famiglia molto preoccupata’

Si è svolta a piazzale Clodio, davanti ai giudici della decima sezione penale, l’udienza del processo, che vede imputati E.D.A., di 49 anni originario di Torino, e I. F., 30 anni romano, per le presunte minacce rivolte sui social al senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan. In aula il parlamentare ha deposto come parte offesa. Ricostruendo il clima seguito a un suo post sul reddito di cittadinanza ha dichiarato: “Quando si parla di moglie, figli e nipoti, la situazione deve essere presa sul serio. La mia famiglia è molto preoccupata. È per casi come questo che adesso ho la scorta”. Nel fascicolo dei magistrati sono finiti diversi commenti pubblicati nel 2022 su Instagram. Tra questi uno dei messaggi ritenuti più gravi recita: “Se perderanno il reddito di cittadinanza e non gli daranno il lavoro, questi verranno a casa tua e ti bruceranno quelle quattro ciocche in testa, dovrebbero farlo a te e a tutti i tuoi cari”. Per l’accusa, questo messaggio, sarebbe una minaccia scaturita da un post del senatore sul tema del lavoro e del sussidio. La difesa di Emilio D. A., affidata all’avvocato Gianfrancesco Ciriaco, ha sottolineato le condizioni di fragilità dell’imputato. Una relazione sanitaria del centro di salute mentale di Torino spiega il lungo percorso di assistenza neuropsichiatrica. L’uomo vive con gli anziani genitori e conduce una vita molto ritirata, non uscendo di casa. In aula il legale ha chiesto a Malan se intendesse ritirare la querela. Il senatore ha risposto negativamente: “Mi dispiace per lui e per i suoi genitori, ma i commenti restano gravi. A Modena, due giorni fa, abbiamo visto un episodio serio con una persona con problemi psichici che ha agito in modo violento”, ha detto, confermando la volontà di proseguire anche sul piano civile: “Intendo tutelare la mia famiglia”. Un secondo capo d’imputazione riguarda I. F. e un altro commento pubblicato online dopo un diverso post del senatore, in questo caso sui matrimoni omosessuali. Il messaggio attribuito all’imputato recita: “Lucio, l’abominio sei tu, ti strapperei la faccia dal cranio”. Secondo la ricostruzione dell’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero, Gianluca Mazzei, anche questo contenuto integrerebbe una minaccia aggravata. Le difese contestano la lettura accusatoria. La sentenza è attesa per ottobre.

Related posts

Zanardi, il legale dell’autista del camion: “A volte si rifiuta l’idea che possa essersi trattato di un banale evento tragico”

Redazione Ore 12

Spionaggio, il Capitano Biot non risponde al Gip. E’ frastornato e disorientato

Redazione Ore 12

Arrestato a Palermo il capomafia, Giuseppe Auteri I carabinieri hanno arrestato a Palermo il capomafia di Porta Nuova Giuseppe Auteri, che era latitante dal luglio

Redazione Ore 12