“Io non pensavo né speravo di trovare i resti di Emanuela. Pensavo a De Pedis e al fatto che possa aver avuto un ruolo e che, all’epoca, possa aver utilizzato quel luogo per nascondere cose di Emanuela, oggetti che ha lasciato lì sotto. Magari qualcosa che potesse indicare dove si trovi oggi Emanuela. Sì, pensavo ancora che si potesse trovare qualcosa a lei legato. Secondo me, dopo 42 anni, se c’è stato qualcosa non è detto che non sia sopravvissuto nel corso degli anni”. Così Pietro Orlandi, fratello di Emanuela – la 15enne cittadina vaticana scomparsa a Roma nel 1983 – nel corso della conferenza stampa in Prefettura, durante la quale sono stati resi noti i risultati degli scavi sotto la casa del jazz.
“Da qualche parte ci sono persone che sanno che la verità deve venire fuori. Più il tempo passa, più si ha la sensazione che dietro questa vicenda ci sia una verità che qualcuno fa di tutto per evitare che emerga. Questo significa che più si va avanti, più c’è qualcosa di grosso e pesante. Però io sono convinto che verrà fuori”, ha concluso.
Foto Carabinieri
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