Roma Capitale

Roma, PPI interroga: “Centri Anziani irraggiungibili, telefoni muti ed emai fantasma nella Capitale della solitudine

Negli ultimi giorni Pensiero Popolare Italiano ha avviato una campagna di contatto con i circa 150 Centri Anziani di Roma Capitale, con l’obiettivo di informarli sulla Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’istituzione di una Fondazione Nazionale per il sostegno agli Anziani Fragili, Non Autosufficienti e Terminali.

“Un progetto che mira a creare una rete stabile di sostegno e inclusione per la terza età, oggi troppo spesso dimenticata e priva di interlocutori istituzionali efficaci”, ha detto Fabio Desideri, segretario politico di Pensiero Popolare Italiano.

Tuttavia, il tentativo di raggiungere i centri ha rivelato una situazione sconcertante di disorganizzazione e abbandono comunicativo.

Partendo dall’elenco ufficiale pubblicato sul sito del Comune di Roma, si scopre che per la quasi totalità delle strutture sono indicati solo i nomi dei centri, senza numeri di telefono, indirizzi email o referenti aggiornati.

Anche attraverso il centralino comunale (06.06.06) non è stato possibile ottenere contatti funzionanti o un elenco verificato: il risultato è un vero e proprio “muro di silenzio” intorno ai luoghi che dovrebbero rappresentare un presidio di socialità e assistenza per gli anziani della città.

Il ricorso a Internet non migliora la situazione: i dati reperibili online sono in gran parte obsoleti o inesistenti, e in molti casi mancano persino le mail ufficiali per qualsiasi forma di comunicazione istituzionale o civica.

Questo deficit informativo non è un dettaglio tecnico, ma un segnale allarmante di marginalizzazione amministrativa di una delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Un problema che parla di isolamento

Secondo gli ultimi dati ISTAT 2024, a Roma oltre un quarto della popolazione (26%) ha più di 65 anni, e circa il 40% di loro vive da solo.
Il 32% degli anziani romani dichiara di sentirsi “frequentemente solo”, una percentuale in costante crescita negli ultimi cinque anni.

In questo contesto, i Centri Anziani dovrebbero rappresentare una rete vitale di partecipazione, sostegno e comunità, ma la loro invisibilità comunicativa li trasforma invece in isole disconnesse dal resto della società civile.

Responsabilità politica e mancanza di trasparenza

“È inaccettabile – ha aggiunto Desideri – che la Giunta Gualtieri continui a mantenere un sistema tanto opaco e inefficiente”.

La mancanza di trasparenza e aggiornamento dei contatti pubblici limita la possibilità di dialogo tra i cittadini, le associazioni, le organizzazioni civili e le stesse strutture, creando una sorta di “limbo relazionale” dove la comunicazione istituzionale è monopolizzata dal Comune.

“Si ha la sensazione che i Centri Anziani siano trattati come una “riserva di consenso” – ha sottolineato ancora Desideri – isolata da qualsiasi confronto con realtà sociali indipendenti o iniziative civiche alternative”.

Eppure, gli anziani rappresentano una risorsa preziosa per Romaportatori di esperienza, memoria e solidarietà intergenerazionale, dovrebbero essere messi al centro delle politiche pubbliche, non confinati in un sistema chiuso e autoreferenziale.

Un appello per la trasparenza e la partecipazione

“Pensiero Popolare Italiano chiede al Comune di Roma – ha concluso il segretario Desideri – di aggiornare immediatamente l’anagrafe dei Centri Anziani, pubblicando contatti verificati, indirizzi email e referenti responsabili, e di favorire un dialogo aperto e plurale con le associazioni e le organizzazioni cittadine”.

Solo così si potrà restituire voce e dignità a una parte fondamentale della comunità romana e costruire una rete di solidarietà autentica anche attorno ad iniziative come la Fondazione per gli Anziani FragiliNon Autosufficienti e Terminali che sicuramente è un progetto pensato per dare risposte concrete, trasparenti e condivise ai bisogni della terza età.

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