Norme fiscali

Rottamazione Quinquies, pronta la bozza, ma alle Camere arriveranno emendamenti

 

Tutto pronto per la quinta sanatoria delle cartelle e avrà tempi di pagamento fino a 9 anni con 54 rate bimestrali di identico importo (Si parla di 50 euro a rata almeno nella prima bozza che poi dovrà sarà sottoposta alle Camere a una raffica di emendamenti). Consentirà la sanatoria dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2023 per i mancati versamenti delle imposte o dei contributi previdenziali, con esclusione delle cartelle emesse a seguito di accertamento. Nel caso di pagamento rateale si applicano interessi del 4% annuo. La nuova definizione agevolata delle cartelle si colloca nel quadro della Manovra 2026 e, rispetto alle versioni precedenti, introduce alcuni limiti significativi. L’obiettivo dichiarato è duplice: offrire una seconda chance ai contribuenti in difficoltà, ma al tempo stesso evitare che lo strumento si trasformi in un condono generalizzato.

Tra le principali novità:

  • rateizzazione più breve, con durata ridotta rispetto ai 10 anni inizialmente ipotizzati;
  • introduzione di una rata minima obbligatoria di 50 euro, che riduce di fatto il numero complessivo di rate per i debiti di importo basso;
  • maggiori esclusioni per chi non è in regola con gli adempimenti fiscali o ha già beneficiato di vecchie rottamazioni senza pagare.

 

Per esempio, chi ha un debito di poche centinaia di euro non potrà spalmare il pagamento in dieci anni, ma dovrà saldare la posizione in un periodo molto più breve, anche di 18-24 mesi.

 

Meno rate e durata più breve

 

Nelle prime versioni si parlava di una dilazione in 120 rate su 10 anni. Oggi, la prospettiva è più restrittiva: il piano massimo potrebbe fermarsi a 96 o 108 rate, equivalenti a 8-9 anni di pagamenti.

In pratica, i contribuenti con debiti di entità ridotta non avranno la possibilità di dilazionare troppo a lungo, poiché la rata minima imposta accelera la chiusura del piano.

“l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, che non può essere inferiore a cento euro, e la data di scadenza di ciascuna di esse”. Nel presentare la manovra è stato però spiegato che non ci sarà, almeno al momento, se non saranno decisi durante l’iter parlamentari, una soglia minima di versamento.

Alla rottamazione vera e propria – secondo quanto riporta una prima bozza della legge di Bilancio – si affianca la possibilità per le Regioni e gli enti locali di “introdurre autonomamente, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti destinati a disciplinare tributi di loro spettanza, tipologie di definizione agevolata che prevedono l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni”. Questo non può riguardare l’Irap, le addizionali e le compartecipazioni alle imposte statali. La sanatoria varrà solo per chi entro un termine fissato (che non può essere inferiore ai 60 giorni dal momento della decisione) versi quanto non hanno fatto precedentemente in tutto o in parte. Anche per la rottamazione la manovra fissa un calendario entro il quale le amministrazioni indicheranno i carichi pendenti, riceveranno le domande di sanatoria e poi elaboreranno i calcoli. Tra le novità di rilievo c’è la norma anti-furbetti: chi non ha versato la prima rata, o l’ha fatto in modo insufficiente, chi non paga l’ultima rata e chi salta almeno due rate, anche se non consecutive, perde i benefici previsti dalla rottamazione, che riguardano sono solo il versamento ridotto, ma anche – ad esempio – la sospensione dei termini di pagamento precedenti e delle attività di riscossione coattive previste.

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