Dal 1992, gli statistici raccolgono dati sulla situazione finanziaria delle famiglie russe. Negli ultimi 15 anni hanno monitorato 4.000 famiglie e sono giunti alla conclusione che la ricchezza dei russi più ricchi non è diminuita, ma la situazione dei poveri non è migliorata anche se nelle grandi città la vita è ancora buona.
Dal 2022 non è cambiata solo l’economia russa, ma anche i redditi dei cittadini, tuttavia, non tutti hanno più soldi e non nella proporzione riportata dall’agenzia statale di statistica Rosstat o dalla Banca Mondiale.
Secondo i dati dell’Istituto di sociologia dell’Accademia russa delle scienze (riportati oggi dal quotidiano Isvetzia) gli stessi russi valutano la propria situazione finanziaria come molto peggiorata.
Secondo i dati ufficiali alla fine del 2024 lo stipendio medio nominale maturato nella Federazione Russa ammontava a 87.952 rubli al mese (936 euro circa al cambio attuale) . Ma i sociologi invece stimano che sia di soli 30.708 rubli al mese ( circa 330 euro).
Il punto è che Rosstat prende in considerazione solo i dati delle grandi e medie imprese oltre al reddito mensile delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi e persino dei lavoratori autonomi, ma la realtà è diversa.
Nel corso dei dieci anni successivi al 2014, il gruppo più elevato della popolazione russa con due redditi medi riesce a riequilibrare il bilancio, infatti 3 componenti della famiglia riescono a portare a casa 140.000 rubli (1500 euro ) con una media pro capite di 400.000 rubli al mese (circa 450 euro) . Già si ritiene fra i più benestanti chi invece guadagna 104.000 rubli mese (circa 1.100 euro)
Se questo dato riguarda prevalentemente le grandi città e la Russia Europea, il resto degli abitanti dell’immenso Paese, circa il 60% , ritiene che in dieci anni non si sia riusciti a recuperare la prosperità del 2014.
Il divario tra ricchi e poveri è anche confermato dai dati dell’agenzia di stato u Rosstat secondo i quali il 10% dei più ricchi possiede il 31% del reddito totale , quindi se un benestante riceve mediamente 240.000 rubli al mese (circa 2.200 euro), quel 10% dei più poveri campa con 14.500 rubli (155 euro) e possiede l’1,9% dell’intero reddito dei cittadini russi.
Ma anche questa fascia di reddito più elevata non può essere paragonata ai 146 miliardari russi che nel 2024 hanno aumentato la loro ricchezza di 48,7 miliardi di dollari. Il loro capitale totale, pari a 63,3 trilioni di rubli (670 miliardi di euro) supera i depositi bancari del resto del Paese, che al 1° gennaio 2025 ammonta a 57,5 trilioni di rubli( 60 miliardi di euro circa).
La situazione finanziaria del 30% più povero non è cambiata dal 2010. I più in difficoltà sono i pensionati e gli abitanti di villaggi e delle piccole città periferiche nell’immenso territorio per i quali le prospettive future restano invariate.
Le statistiche russe sono strutturate in modo tale che i pensionati non possano essere i più poveri se vivono da soli, perché in tal caso lo Stato versa loro un sussidio fino al minimo di sussistenza. Ma il paradosso è che quando gli anziani vivono in una famiglia risultano più poveri perché il reddito totale della famiglia viene diviso per il numero di componenti.
Gli economisti non si attendono alcuna svolta in futuro e lo stesso Governo riconosce la situazione disastrosa dei pensionati, quindi a tutti i cittadini in età prepensionabile, gli esperti raccomandano di mettere di depositare in banca del danaro finché è in vigore il tasso di interesse elevato.
Sempre secondo la maggioranza degli esperti russi esiste un solo passaggio sociale che può migliorare la situazione finanziaria di una persona: trasferirsi da un villaggio a un centro regionale a Mosca o nella regione di Mosca. Il 60% di coloro che nel 2010 facevano parte del 30% più povero della popolazione, trasferendosi nel capoluogo della loro regione, sono riusciti a raggiungere gli strati di reddito più alti.
Una grande città offre sempre la possibilità di guadagnare di più e una scelta più ampia di posti in cui cercare lavoro. Di qui l’Amarcord di alcuni economisti i quali affermano che regolamentazione dei salari nella defunta Unione Sovietica è stata un potente meccanismo per appianare le differenze interregionali.
Oggi i tentativi di mantenere la popolazione sui territori di solito non portano a nulla. L’esempio più eclatante è l’“ettaro dell’Estremo Oriente” proposta vantaggiosa di trasferimento per la quale in pochi hanno abboccato all’amo della mobilità
Comunque è al centro della piramide finanziaria russa che la situazione delle famiglie è instabile.
Secondo il noto economista Smirnov “se parliamo di gruppi intermedi tutto dipende dalla situazione. Se si dedicano agli appalti per la difesa statale, questa è una cosa., se ciò non accade, è un’altra storia. Nel mezzo, i confini dei livelli di reddito sono molto sfumati. C’è un altro punto (nelle statische) che non tiene conto della fornitura di ‘beni materiali’. Non mi riferisco ai soldi, ma alla casa, alla macchina, alla casa estiva che differiscono negli attuali indicatori”.
La conclusione cui giungono tutti i numerosi sondaggi è che per vivere bene non bisogna avere più di 50 anni, vivere in grandi città o capitali e avere un lavoro fisso. Per il resto le dinamiche sono imprevedibili, tanto più con una guerra in corso.
GiElle
