Esteri

Russia e Iran: alleanza strategica o semplice partenariato?

di Balthazar

La scorsa settimana  Vladimir Putin ha sottoposto alla Duma di Stato per la ratifica il Trattato di partenariato strategico globale tra Russia e Iran, firmato il 17 gennaio.

Tuttavia il documento non fa nessun riferimento a un’alleanza militare e non contiene obblighi seri per le parti, ma solo desideri e intenzioni di sviluppare le relazioni. “Confermare l’impegno”, “sforzarsi di approfondire ed espandere le relazioni”, “rispetto reciproco degli interessi”: queste sono le formulazioni diplomatiche che riempiono il documento finale.

Per comprendere l’essenza delle relazioni tra Russia e Iran, è necessario comprendere qual è il vero  motivo del riavvicinamento tra i due Paesi.

Evidentemente è collegato alla difficile situazione internazionale in cui si è trovata la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, nel  contesto di una pressione sanzionatoria USA senza precedenti e del deterioramento delle relazioni con molti Paesi occidentali, quindi la Russia ha dovuto cercare nuovi partner e l’Iran si è rivelato una scelta in tal senso.

La cooperazione tra Russia e Iran ha effettivamente raggiunto un nuovo livello, anche se non si può dire che si sia sviluppata senza problemi e che alla fine si sia trasformata in relazioni di amicizia o di alleanza: affermazioni del genere sarebbero chiaramente esagerate.

Sì, l’Iran  ha aiutato la Russia con forniture e produzione di droni, ora l’accordo attuale  prevede una zona di libero scambio tra l’Iran e l’Unione Economica Eurasiatica e sono in corso trattative per la costruzione di un gasdotto in transito attraverso l’Azerbaigian. Allo stesso tempo, l’Iran non è un partner commerciale importante per la Russia con un volume di scambi di soli  4 miliardi di dollari.

Ben poco se si considera che nel 2024 l’export russo è stato di 584 miliardi di dollari, la Cina,  197 miliardi di dollari con l’India e di 48 con la Turchia. A seguire le Bielorussia (41 miliardi) Kazakistan, Corea del Sud,  Germania, Armenia e Italia. Da questo punto di vista è improbabile che qualcosa cambi, perché l’Iran non ha nulla da offrire a Mosca, date le dimensioni della sua economia.

Da un punto di vista politico, dopo la vittoria dei militanti filo-turchi in Siria, si sono verificati anche meno punti di contatto tra i due Paesi, poiché la Siria svolgeva un ruolo importante nell’interazione tra i Paesi del Medio Oriente e la Russia. Quindi la firma del Trattato di partenariato strategico globale  consolida innanzitutto il riavvicinamento già esistente tra i due Paesi.

Ma l’’Iran stesso percepisce la Russia come un alleato?

Lo scorso autunno, in un’intervista al New York Times, l’ambasciatore iraniano in Armenia, Mehdi Sobhani, ha riconosciuto che gli interessi di Mosca e Teheran nella regione divergono e si è rifiutato di chiamare la Russia un alleato.
L’Iran considerava da tempo l’Armenia come un paese di sua influenza contro l’Azerbajan filoturco , motivo per cui Teheran propone di installare una base militare iraniana nella regione di Syunik e di sostituire le truppe russe “di pace” con quelle iraniane.

Vale la pena ricordare anche le dichiarazioni apertamente anti-russe del nuovo presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il quale ha chiarito che “L’accordo prevede la cooperazione nel campo della sicurezza e della difesa, ma non mira a creare un’alleanza militare.”

.

La Russia ha qualcosa da offrire all’Iran militarmente, ma Mosca guarda principalmente  aTurchia e Arabia Saudita, che sono molto più importanti in termini di partenariato economico, Paesi non favorevoli al rafforzamento dell’Iran.

 

L’accordo d gennaio non implica alcun obbligo reciproco e pertanto verrà rispettato nell’ interessi dei due Paesi. Anche se l’Iran, ad esempio, non intende riconoscere la Crimea come parte della Federazione Russa e ha assunto una posizione di estrema cautela sul conflitto militare in Ucraina.

 

C’è poi un aspetto di politica internazionale che a Mosca non viene esplicitamente evidenziato. Trump sta chiaramente facendo pressioni minatorie su Teheran per bloccare ogni iniziativa di sviluppo nucleare ,come ha già fatto nel corso del suo primo mandato stracciando gli accordi internazionali, con un chiarissimo assist all’alleato  israeliano

Nel contesto del cambiamento dei rapporti fra Washington e Mosca non è improbabile che Putin intenda giocare un suo ruolo di mediazione,  tanto più che la posizione del Cremlino sulla guerra di Gaza è estremamente cauta senza mai citare l’accusa di “genocidio” e mantenendo rapporti tutto sommato decenti con Tel Aviv. Tanto più dopo aver perso ogni influenza sulla Siria dove invece Israele si erge a difensore di cristiani, ortodossi e alawiti fedelissimi del deposto Assad.

E’ quindi anche in questo contesto geopolitico che vanno visti gli accordi russo iraniani, che proprio evitando (e nemmeno prevedendo)  ogni coinvolgimento militare, lasciano qualche spazio di intervento  alla diplomazia russa in Medio Oriente.

Related posts

Mattarella, Tajani e Crosetto “esempi di russofobia”: l’Italia nella lista nera di Putin. Convocato l’Ambasciatore di Mosca

Redazione Ore 12

+++ Missile Siria, Gerusalemme: “Vettore non intercettato, indagini in corso” +++

Redazione Ore 12

Giappone: Pubblicato dall’Onu pubblica il resoconto con i dati sulle acque di Fukushima

Redazione Ore 12