L’espulsione dell’addetto militare italiano a Mosca e del suo assistente è una misura adottata in risposta alle decisioni prese dall’Italia. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “La decisione rappresenta una risposta alle azioni del governo italiano”, ha dichiarato Zakharova, respingendo le affermazioni del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che aveva definito il provvedimento russo “un atto di vendetta” per l’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma e sostenuto che Mosca avesse agito “senza alcun motivo”. “Non ho capito: è ‘senza alcun motivo’ oppure è ‘un atto di vendetta’? Entrambe le affermazioni sono false”, ha scritto Zakharova sul suo canale Telegram. “Si tratta di una misura di risposta alle azioni del governo italiano”, ha ribadito. La portavoce ha poi fatto riferimento alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Mi chiedo se riferiscano le cose a Meloni nello stesso modo: che i buoni diplomatici italiani sono stati rimandati a casa dalla cattiva Russia senza motivo, mentre i cattivi diplomatici russi sono stati espulsi dall’Italia perché lo meritavano”, ha scritto. Il 9 luglio Tajani aveva annunciato l’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, ai quali era stato ordinato di lasciare l’Italia entro tre giorni. In quell’occasione, ricorda la Tass, il ministero degli Esteri russo aveva preannunciato una risposta.
