Economia e Lavoro

Sanità: farmacologo, spesa farmaceutica fuori controllo minaccia tenuta Ssn

di Margherita Lopes (*)

Fari puntati sulla spesa farmaceutica, un tema caldissimo, che rischia di avere ripercussioni anche sui vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). A riaccendere le polemiche sulla questione – già al centro di una durissima richiesta di chiarimenti urgenti e misure correttive da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci ai vertici Aifa – sono gli ultimi dati del Monitoraggio diffusi dall’Agenzia e relativi ai primi 10 mesi del 2025. Ma la spesa farmaceutica è davvero ‘fuori controllo’? “Sebbene il termine possa sembrare allarmistico, i dati recenti e le comunicazioni del ministero confermano che siamo di fronte a una criticità strutturale mai così marcata”, dice a LaSalute di LaPresse Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano. “Il 2024 e il 2025 hanno segnato record negativi per quanto riguarda lo sfondamento dei tetti di spesa. Non è più solo un problema contabile, ma una minaccia alla stabilità del Ssn”, chiarisce il farmacologo. E se l’informativa ad hoc richiesta da Lungovere Ripa è arrivata da Via del Tritone per tempo, i rapporti tra il dicastero e l’Agenzia continuerebbero ad essere tesi. Non è un caso che in queste ore il tema sia al centro di interrogazioni parlamentari. Quella annunciata dalla senatrice Daniela Sbrollini, responsabile salute di Italia Viva, si concentra sulla governance della spesa e sui vertici Aifa. “Le notizie emerse in questi giorni delineano un quadro preoccupante: un aumento significativo della spesa, difficoltà nei meccanismi di controllo e una situazione di incertezza ai vertici dell’Agenzia Italiana del Farmaco. A questo si aggiunge un elemento politico-istituzionale altrettanto rilevante: appare evidente una frattura consistente all’interno della governance di Aifa e nei rapporti con il ministero della Salute e il Governo. Una condizione che rischia di indebolire la capacità decisionale e la credibilità dell’intero sistema”, afferma Sbrollini. Ma vediamoli, i dati. In totale la spesa farmaceutica nei primi 10 mesi del 2025 si attesta a 21 miliardi e 27 milioni di euro, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 3,77 miliardi di euro. Rispetto ai primi 10 mesi del 2024 la crescita è stata di 1,36 miliardi: +6,9%. Nello stesso periodo la diretta ha sfondato il tetto di 4,2 mld di euro. Il Monitoraggio non fa ben sperare, dunque. Cosa sta succedendo? Aifa chiama in causa “una pluralità di fattori, tra cui l’introduzione di farmaci biotecnologici e medicinali per terapie avanzate e l’evoluzione demografica caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione”. Ma in Italia negli ultimi 20 anni il trend di crescita è “in linea con quello osservato negli altri Paesi a economia avanzata dotati di sistemi sanitari pubblici”, sottolinea l’Agenzia presieduta da Robert Nisticò. “Il costo dei nuovi farmaci è esploso. Nel 2025 ne sono stati autorizzati oltre 100, molti dei quali con prezzi altissimi che mettono a dura prova i fondi stanziati”, ragiona Centemeri. C’è poi l’invecchiamento della popolazione, “motore principale della spesa territoriale. I dati del 2025 mostrano un quadro chiarissimo. Il problema non è solo che gli anziani sono di più, ma che vivono più a lungo con cronicità multiple. Questo genera un consumo di farmaci ‘a vita’, che il sistema fatica a finanziare con le regole scritte vent’anni fa”. Per il farmacologo “il vero nodo tecnico è il modo in cui i soldi vengono spartiti. Esiste un profondo squilibrio tra i due comparti principali: la spesa convenzionata è sotto controllo. Anzi, spesso avanza risorse, perché molti farmaci sono diventati generici (meno cari) o sono stati spostati negli ospedali. Ma sugli acquisti diretti il sistema esplode. Il tetto è fissato all’8,3% del Fondo sanitario, ma la spesa reale viaggia oltre l’11,5%”, riflette lo specialista. Insomma, la spesa “è fuori controllo non perché si sprechi di più, ma perché la domanda di salute corre molto più velocemente dei limiti stabiliti per legge. E la programmazione è basata su silos stagni, rendendo il sistema rigido e perennemente in debito”. Come intervenire? Per Centemeri non basta aumentare i fondi. Servono nuove regole per stabilire chi può prescrivere cosa.

(*) La Presse

Related posts

Legambiente ed Enel X per la transizione verde delle infrastrutture portuali

Redazione Ore 12

G20, Franco (Finanze) annuncia: “A Venezia due eventi su sostenibilità e clima”

Redazione Ore 12

Inpgi, nel 2023 patrimonio a quota 880 milioni con un avanzo di 46

Redazione Ore 12