Economia e Lavoro

Sanità: Aifa, spesa farmaceutica a 21 mld in primi 10 mesi 2025 (+6,9%)

 Fari puntati sulla spesa farmaceutica, un tema caldissimo che – stando ai rumor – rischia di far traballare anche i vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). In totale la spesa farmaceutica (acquisiti diretti + convenzionata) nei primi 10 mesi del 2025 si attesta a 21 miliardi e 27 milioni di euro (con una crescita di 1,36 miliardi pari a +6,9% rispetto ai primi 10 mesi del 2024), con uno scostamento dal tetto programmato pari a 3,77 miliardi di euro. Mentre la diretta sfonda il tetto di 4,2 mld. È quanto emerge dal ‘Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-ottobre 2025’ presentato al Consiglio di amministrazione di Aifa.

La spesa dei medicinali dispensati attraverso le farmacie aperte al pubblico risulta pari a 7.208,8 milioni di euro (6,39% del Fondo sanitario nazionale), mentre quella relativa ai farmaci acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche risulta pari a 13.605,9 milioni di euro (12,06% del Fsn). Un dato al netto della spesa per farmaci innovativi e per gli antibiotici per il trattamento di infezioni da germi multiresistenti che risulta pari a 654,9 milioni di euro, nonché della spesa per gas medicinali (212,6 milioni di euro).

“L’andamento della spesa farmaceutica pubblica, determinato da una pluralità di fattori tra cui l’introduzione di farmaci biotecnologici e medicinali per terapie avanzate e l’evoluzione demografica caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione, evidenzia in Italia negli ultimi venti anni un trend di crescita in linea con quello osservato negli altri Paesi a economia avanzata dotati di sistemi sanitari pubblici”, sottolinea Aifa. In questo contesto “la spesa per gli acquisti diretti di farmaci, relativi a tutte le classi di rimborsabilità, sostenuti dalle strutture sanitarie pubbliche ha registrato un incremento pari al +8,1%” per il periodo gennaio-ottobre 2025 contro gli stessi mesi del 2024, a fronte del +9,4% del medesimo periodo del 2024 contro lo stesso periodo del 2023. E ancora, rispetto al monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-settembre 2025 l’incidenza della spesa complessiva (convenzionata, acquisti diretti e ossigeno) è aumentata da 18,15 a 18,64%. In particolare, il confronto della spesa per acquisti diretti, escluso i gas medicinali, con il relativo tetto dell’8,3% del Fsn evidenzia un’incidenza del 12,06%, superiore rispetto a quella registrata nel medesimo periodo dell’anno precedente (11,33%), in sforamento del tetto di 4.243,9 milioni di euro. “Tuttavia l’incremento di spesa osservato in questo canale tra gennaio-ottobre 2025 e lo stesso periodo del 2024 (+8,8%) risulta più contenuto rispetto a quello rilevato tra gennaio-ottobre 2024 e lo stesso periodo del 2023 (10,2%)”, si legge nel Monitoraggio.

Il confronto della spesa convenzionata con il relativo tetto del 6,8% del Fsn evidenzia invece un’incidenza del 6,39%, valore superiore rispetto a quello registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente (6,31%), in avanzo rispetto al tetto di 461,3 milioni di euro. Ma attenzione: “Sulla dinamica della spesa convenzionata confrontata con il tetto, tuttavia, incide il recepimento – non ancora completo a ottobre 2025 – degli effetti della riclassificazione degli antidiabetici afferenti alla categoria delle gliflozine dalla fascia A-PHT alla fascia A, che da un lato incrementerà la spesa convenzionata e dall’altro ridurrà quella per acquisti diretti”, chiarisce Aifa.

In relazione alle differenze regionali, anche in questo Monitoraggio si evidenzia una sensibile variabilità in termini di spesa per gli acquisti diretti, con un’incidenza della spesa rispetto al Fondo sanitario nazionale che varia dal 15,04% della Sardegna al 10,10% e al 10,03%, rispettivamente, di Lombardia e Provincia autonoma di Trento. Riguardo alla spesa farmaceutica convenzionata, il Monitoraggio evidenzia infine una crescita del +0,4% del numero di dosi giornaliere dispensate (pari a +75,5 milioni di euro), a cui corrisponde un incremento della spesa convenzionata netta a carico del Ssn di 252,6 milioni di euro (+3,7%), con sensibili differenze tra le Regioni, otto delle quali hanno fatto registrare uno sforamento del tetto del 6,80% e cinque ampiamente all’interno del tetto (<5,5%).

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