Si è conclusa a Roma la XXII edizione del Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI (CILR 2026), ideato e promosso dal professor Vito Pansadoro, il congresso internazionale di riferimento per la chirurgia mini-invasiva, la robotica e l’intelligenza artificiale applicata alla medicina, che quest’anno ha raggiunto un traguardo destinato a segnare la storia della chirurgia mondiale.
L’evento più atteso del congresso si è svolto il 4 giugno, quando è stata eseguita con successo, per la prima volta al mondo, una nefrectomia radicale con trombectomia cavale mediante telechirurgia robotica intercontinentale in tempo reale tra Roma e Pechino. L’intervento è considerato una delle procedure più complesse della chirurgia urologica robotica avanzata.
Il paziente si trovava presso il PLA Hospital di Pechino, mentre il Prof. Qingbo Huang ha operato dall’IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, attraverso una console robotica avanzata collegata in tempo reale tra i due continenti. La procedura si è svolta con esito positivo grazie a una connessione digitale ad altissima affidabilità, garantita e organizzata dall’expertise dell’IFO, che ha assicurato una latenza di 140 millisecondi, consentendo una trasmissione pressoché istantanea del gesto telechirurgico in modo fluido ed efficace e garantendo i massimi standard di precisione e sicurezza; il paziente sta bene ed è stabile, senza necessità di trasfusioni di sangue.
Fondamentale per la riuscita della procedura è stato anche il lavoro svolto sul fronte delle infrastrutture digitali e della connettività internazionale da Giuseppe Navanteri, Direttore della UOC Ingegneria Clinica e Tecnologie e Sistemi Informatici degli IFO, che insieme a Giuseppe Simone ha coordinato la realizzazione dell’architettura tecnologica necessaria a garantire una connessione dedicata ad alta affidabilità tra Roma e Pechino, con requisiti di banda e latenza tali da consentire al chirurgo di operare senza percepire la distanza geografica tra i due continenti. Contestualmente, la stessa tipologia di intervento è stata eseguita in presenza sempre presso l’IFO dal Prof. Giuseppe Simone, Direttore della UOC di Urologia dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Co-Director del CILR 2026, offrendo ai partecipanti al congresso un confronto diretto tra chirurgia robotica tradizionale e telechirurgia intercontinentale.
“Il successo di questa procedura dimostra che la telechirurgia robotica internazionale è ormai una realtà clinica concreta. Abbiamo superato una barriera tecnologica e organizzativa che apre nuove prospettive per la diffusione delle competenze chirurgiche altamente specialistiche a livello globale. Questo risultato è il frutto di oltre vent’anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica internazionale. La telechirurgia rappresenta una delle frontiere più promettenti della medicina moderna”, ha commentato il professor Vito Pansadoro.
Secondo il professor Giuseppe Simone “questa non è soltanto una prima mondiale. È un passo concreto verso una medicina capace di abbattere i confini geografici e mettere le migliori competenze a disposizione dei pazienti, ovunque nel mondo. La rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore è una delle procedure più impegnative dell’intera chirurgia urologica: richiede esperienza, coordinamento multidisciplinare e un controllo assoluto di ogni fase dell’intervento. Essere riusciti a eseguirla in telechirurgia intercontinentale dimostra il livello di maturità raggiunto oggi dalla robotica chirurgica e dalle infrastrutture digitali che la supportano. Un risultato che apre nuove prospettive per la collaborazione internazionale e per l’accesso a cure altamente specialistiche”.
“Ospitare il CILR e contribuire a realizzare un risultato senza precedenti come questa telechirurgia intercontinentale conferma il ruolo dell’Istituto Regina Elena tra i protagonisti internazionali dell’innovazione in sanità. La chirurgia robotica, la telemedicina e l’intelligenza artificiale non rappresentano più una prospettiva futura, ma strumenti già integrati nella pratica clinica quotidiana. Essere il centro da cui è stato possibile eseguire un intervento di questa complessità a oltre ottomila chilometri di distanza dimostra come ricerca, competenze professionali e infrastrutture tecnologiche possano tradursi in un beneficio concreto per i pazienti e contribuire a disegnare la medicina del futuro”, conclude Livio De Angelis, Direttore Generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri.
