di Fabio Desideri (*)
Nel nostro Paese stiamo assistendo ad un racconto sempre più strumentale dei fatti che si verificano, con la colpevole responsabilità dei media, stampa e social, i quali pur di essere “utili alla propaganda” di tutto il sistema della politica dei Palazzi, raccontano e descrivono fatti, ed accadimenti, in modo sempre più distorto e lontano dalla realtà; poi – se non bastasse – a questo caos si aggiunge la propaganda dei partiti, con le diverse versioni strumentali e faziose, condizioni queste che originano un unico risultato: questa “rumorosa torre di Babele” determina un costante e progressivo allontanamento dei cittadini dai “riti” della politica.
Ci si domanda: “a chi è utile questa situazione?”.
La risposta è drammatica, ma ahinoi assolutamente concreta, solo e soltanto agli erogatori di servizi statistici (sondaggi) per la politica, i quali continuano a sfornare grafici di crescita del gradimento dei partiti polarizzatori di entrambi gli schieramenti in campo, con lievi oscillazioni in più o in meno dei partner di coalizione. Il dramma è che questi sondaggi non tengono conto del fatto che l’area del non voto è in continua crescita esponenziale e se trovasse (quest’ultima) una proposta politica diversa ed aggregante potrebbe, nelle urne, disarticolare completamente il quadro di riferimento politico italiano.
Qualcuno questo rischio lo ha compreso, in particolare chi si occupa di comunicazione, con guadagni rilevanti, ed ha escluso, per non dire oscurato, dalla cronaca politica, dai resoconti giornalistici, televisivi e radiofonici, tutto ciò che si differenzia dal caravanserraglio della politica dei Palazzi.
Questa scelta ha ridotto la democrazia in Italia, con il correlato che coloro che gestiscono le “filiere della comunicazione”, sono stati relegati ad una sorta di “cavalier serventi” dei Palazzi, di amplificatori delle carenze, delle impreparazioni e degli egoismi della “casta politica”, ridotti alla mera funzione di esclusivi propalatori di ciò che è funzionale del potere politico, di destra e di sinistra, relegando i cittadini alla subalternità ed obbligandoci ad una comunicazione, anche quella pubblica, quest’ultima pagate con le tasse di tutti noi, sempre più distanti dal vissuto quotidiano delle famiglie che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.
I media italiani nelle loro diverse forme (giornali televisioni, radio, social etc) con la regia della politica dei Palazzi, stanno riducendo il nostro Paese ad una rappresentazione – rivista nel terzo millennio – della celebre commedia Pirandelliana: “Così è se vi pare”, tale è la confusione tra relativismo, convenzioni e distorsione della verità. Povera Italia.
(*) Segretario Pensiero Popolare Italiano
