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Seggi chiusi negli Usa, Biden perde alla Camera, ma resta in sella al Senato. Trump trova un avversario repubblicano (DeSantis) per la Casa Bianca

 

I seggi sono chiusi in tutti gli Stati Uniti, ma il risultato delle elezioni di metà mandato ancora non prende forma compiuta. Non c’è stata l’ondata rossa prevista da molti, ovvero repubblicana. Ma nemmeno un passo avanti dei democratici, che puntano a mantenere almeno la flebile maggioranza in Senato. La gara per la camera alta è inoltre appesa alla possibilità che in Georgia si debba andare al ballottaggio il 6 dicembre per il seggio senatoriale. E in ogni caso potrebbero essere necessarie ancora diverse ore, prima di poter annunciare un vincitore e passare alle analisi del voto. A chiusura delle urne completata, nessuno dei due partiti ha guadagnato o perso seggi al Senato, con 22 confronti sui 35 in programma già completati a favore di uno dei due. In attesa dei risultati in Nevada, Pennsylvania e Georgia, i tre Stati che dovrebbero risultare decisivi, un successo importante lo hanno ottenuto i democratici con la rielezione di Michael Bennet in Colorado. I repubblicani riponevano infatti buone speranze in Joe O’Dea per strappare un seggio ai democratici; al Grand Old Party ne basterebbe proprio uno per ottenere la maggioranza in Senato. Per il Senato, sono in gioco 35 seggi su 100: 21 sono al momento in mano ai repubblicani, 14 ai democratici. Tutto questo, naturalmente, trascinerà ai prossimi giorni il conteggio e la vittoria per il Senato. Ma il problema, per i Repubblicani, non sarà soltanto la possibile maggioranza al Senato da Parte dei Democratici, che eviterà a Biden la cosiddetta ‘anatra zoppa’, ma soprattutto il farsi largo un avversario tra i ‘rossi’ di Trump. Sul fronte repubblicano, infatti, le elezioni di midterm hanno incoronato dopo poche ore un vincitore. È l’italo-americano Ron DeSantis, riconfermato governatore di una Florida sempre meno swing state e sempre più rosso Gop. “Uno storico successo a valanga”, frutto della “migliore campagna nella storia della Florida”, ha detto alla folla dei suoi sostenitori. “Abbiamo rispettato le promesse, agito in base al principio legge e ordine, protetto i diritti dei genitori a scuola, respinto l’ideologia woke (dem, ndr)”, ha detto DeSantis, assicurando che “la libertà è qui per restare”. “Abbiamo riscritto la mappa politica”, ha aggiunto, affiancato dalla moglie, mentre i suoi fan gridavano “altri quattro anni”. Un successo che rafforza le sue ambizioni presidenziali facendolo entrare in contrasto con Donald Trump, che lo ha dimenticato nelle congratulazioni. E non solo: se DeSantis decidesse di correre per la Casa Bianca, come forse anche il tycoon intende fare, Trump ha annunciato a un piccolo gruppo di giornalisti al seguito sul suo aereo privato che dirà “cose che non sono belle sul suo conto. So di lui più di chiunque altro, forse più di sua moglie”. Un ricatto? Probabilmente sì. Una minaccia per evitare la contesa, che certamente, per Trump, potrebbe rivelarsi problematica. Ma in queste elezioni ci sono anche curiosità e vere e proprie storie. “In Minnesota non solo accogliamo i rifugiati, ma li ‘rimandiamo a casa loro’ al Congresso”. La deputata di origini somale Ilhan Omar, giunta negli Stati Uniti come rifugiata all’età di 13 anni, festeggia così su Twitter la sua rielezione alla Camera dei rappresentanti nell’ambito delle elezioni di medio termine che si sono svolte ieri. La riconferma di Omar, prima donna musulmana a essere eletta al Congresso nel 2018 insieme a Rashida Tlaib, pure democratica, è solo uno dei risultati significativi del voto di “midterm”, organizzato ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale per rinnovare la composizione della Camera bassa, di un terzo del Senato e per scegliere i governatori di 39 Stati su 50. Stando ai dati forniti dall’emittente Cnn, il partito repubblicano ha ottenuto 199 scranni alla Camera contro i 178 ottenuti fino a adesso dal partito Democratico, la formazione del presidente Joe Biden che guida il Paese. Il partito che nel 2016 ha portato Donald Trump alla Casa Bianca si prepara quindi a ottenere la maggioranza alla Camera, anche se ancora non è chiaro di che entità sarà il vantaggio nel numero dei deputati. Molta della possibilità dell’esecutivo di portare avanti la sua agenda legislativa è determinata dalla composizione della Camera bassa. Completamente in bilico la corsa per il Senato: sempre secondo Cnn, i due partiti sono fermi a 48 senatori ciascuno. Di quelli che si dovevano decidere al voto di “midterm” ne sono stati assegnati 30 su 35. Il partito dell’elefante ha per adesso perso un seggio in Pennsylvania, dove a vincere è stato il democratico John Fetterman. Fra i dati che emergono dalle elezioni dei governatori statali, le prime pagine dei media americani sono tutti per la riconferma di Ron DeSantis, del partito Repubblicano, alla guida della Florida. Il politico, di origini italiane, uscito vincitore dalle urne con il 60% dei consensi, è ritenuto uno dei più papabili candidati alla presidenza per il voto del 2024. Le elezioni sono state segnate da tante “prime volte”. Prova a riassumerne alcune l’emittente Bbc. Lo Stato meridionale dell’Alabama, ritenuto tradizionalmente conservatore, ha eletto la sua prima senatrice donna: Katie Britt, 40 anni, repubblicana. Maxwell Alejandro Frost, eletto in Florida per i democratici, è il primo rappresentante della cosiddetta “generazione z” a entrare alla Camera a 27 anni. Il Maryland invece ha scelto il suo primo governatore nero: si tratta di Wes Moore, veterano della guerra di Afghanistan e democratico e fondatore della fondazione Robin Hood per il contrasto alla povertà.

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