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Siria le cause del fallimento dell’esercito di Assad

 

 

Il 27 novembre, quando i ribelli sono emersi dalla loro enclave di Idlib nella Siria nord-occidentale, il presidente Bashar Assad era in visita a Mosca. La disintegrazione improvvisa del suo esercito è stata ancora più sorprendente della rapida disintegrazione dell’esercito iracheno di Nuri al-Maliki a Mosul nel giugno 2014. Ne scrive Amatzia Baram direttore del Jewish-Arab Center e dell’Institute for Middle East Studies, e fondatore e capo del Center for Iraq Studies.]

Baram ricorda che in Iraq un’intera divisione dell’esercito ben equipaggiata è fuggita, dopo aver intravisto qualche centinaio di combattenti dell’ISIS a bordo di pick-up. Un paio di settimane dopo, i ribelli stavano già assediando Baghdad da nord, ovest e sud.

Ci sono alcune somiglianze tra i due casi, ma c’è anche una grande differenza che spiega perché il governo iracheno è riuscito a respingere l’ISIS mentre gli uomini di Assad hanno fallito.

La differenza principale è che l’esercito di Assad era basato su un comando composto in maggioranza da una piccola minoranza settaria, gli alawiti, che non rappresenta più del 12% della popolazione siriana mentre i soldati appartenevano per lo più alla maggioranza sunnita.

Una volta che l’esercito siriano ha ceduto, gli alawiti non hanno più potuto reclutare milizie locali, tranne che nel limitato territorio alawita sulla costa siriana, mentre in Iraq, lo Stato reclutò rapidamente molte milizie locali a Baghdad e in tutto il vasto sud sciita.

Mal addestrati com’erano, erano pronti a combattere per la propria vitai e avevano compreso che per l’ISIS un buon sciita era uno sciita morto. In Siria, al contrario, la maggioranza sunnita non era pronta a sostenere il regime alawita. Una volta disintegrato l’esercito statale, il sostegno popolare per i ribelli li ha portati fino a Damasco.

Nell’Iraq del 2011 l’esercito non era solo ben equipaggiato, ma era anche ragionevolmente ben addestrato dall’esercito americano. Tuttavia, tra l’evacuazione americana dell’Iraq nel 2011 e l’assalto dell’ISIS a Mosul a metà del 2014, il primo ministro Nuri al-Maliki aveva accontetato il suo esercito aumentando gli stipendi. . I soldati si arru.

L’esercito siriano era teoricamente composto da cinque corpi. In realtà, però, solo due avevano un qualche valore, il Quinto Corpo e la Guardia Repubblicana. Il Quinto Corpo era completamente sotto il comando russo che dovettero aumentare di molto i magri stipendi dell’esercito siriano. Anche se alla fine agli stipendi magri e in calo l’unica forza efficace lì era la Quarta Divisione Corazzata, guidata dal fratello di Bashar Assad, Mahir, divisione completamente controllata dagli iraniani.

Per diversi anni l’esercito siriano non ha avuto un capo di stato maggiore. Pertanto il coordinamento tra le sue varie parti è stato, men che debole. Alla vigilia della rivolta di dicembre c’era un capo di stato maggiore, ma il Quinto Corpo e la Quarta Divisione Corazzata si comportarono come se appartenessero a due eserciti diversi.

Un altro problema sottolineato da Baram era che più dell’80% dei 152 comandanti di tutte le forze armate siriane erano alawiti, una setta che rappresenta non più del 12% della popolazione siriana. Ciò significava che i comandanti di grado più alto venivano scelti principalmente per la loro lealtà ed erano malvisti dalla maggioranza sunnita.

Eppure, il crollo del suo esercito all’inizio di dicembre 2024 è stata una grande sorpresa per lui, per i suoi comandanti militari, per l’intelligence militare israeliana, per gli iraniani e i russi e per gli stessi rivoluzionari.

L’incapace comando alawita, il basso livello di addestramento, i bassi stipendi in un’economia con un’inflazione dilagante si sono aggiunti ad altre cattive condizioni di servizio. Ad esempio, dal 2020, quando il Caesar Act (sanzioni statunitensi) ha iniziato a mordere, una pagnotta di pane al giorno doveva bastare per tre soldati e al non erano disponibili riso e formaggio e il pollo veniva mangiato solo due volte al mese, mentre la corruzione dall’alto si è infiltrata fino al livello dei capi della cucina militare. Non sorprende che la diserzione fosse dilagante.

Tutto questo era ben noto. Nel 2015 divenne chiaro che non solo l’esercito di Assad non era più in grado di combattere un nemico esterno, ma non era nemmeno in grado di combattere la rivolta siriana.

Infatti, dal 2015, nonostante la presenza russa e iraniana, Israele ha condotto attacchi regolari senza impunità contro Hezbollah e obiettivi iraniani in Siria. Eppure, l’impressione in Israele era che, grazie a Russia e Iran, il regime potesse proteggersi.

Dov’era, allora, la sorpresa? Secondo Baram la profonda avversione del popolo compresa la componente alawita convinti che ormai il regime di Assad stesse portando il paese in rovina. Ma il colpo di grazia fu l’incredibile mancanza di supporto di emergenza da parte di Hezbollah, Russia e Iran.

La Russia era impegnata in Ucraina, aveva ancora alcuni caccia a reazione ed elicotteri da combattimento a Khmeimim, sulla costa siriana, ma Hezbollah ha subito alcune migliaia di vittime nella sua guerra con Israele, perdite importanti per un esercito di forse 40.000 uomini.

. È vero, non hanno abbandonato del tutto Assad: hanno rapidamente inviato forze ad al-Qusayr, al confine con il Libano, e persino a Homs, nel centro occidentale della Siria, ma si trattava di forze limitate.

Quando si sono resi conto che le milizie irachene e di altre milizie non sarebbero arrivate e che l’esercito statale stava crollando, le truppe si sono immediatamente ritirate verso casa.

Rispetto al 2011, l’azione limitata di Hezbollah è da attribuire alla scomparsa della maggior parte dei suoi vertici militari e civili nella guerra con Israele e all’esitazione del generale Qaani, comandante della Forza Quds iraniana, responsabile di Siria e Libano.

La milizia afghana Liwa al Fatemiyoun controllata dall’Iran e la milizia pakistana Liwa al-Zainebiyoun contavano almeno 20.000 combattenti, ma probabilmente restarono assenti perché le truppe siriane, persino gli alawiti, perché nessuno in Siria o all’estero prevedeva il crollo del regime. Gli iraniani e i russi erano lì, sul campo, ovunque, ma non lo hanno visto accadere. Israele stava osservando l’esercito siriano come un falco.

La Russia e l’Iran hanno probabilmente dato ascolto ciò che l’intelligence siriana aveva da dire senza rendersi conto che il sistema di intelligence siriano era cieco e sordo, mentre quello israeliano .era preoccupata per Hamas, gli ostaggi, l’Iran e Hezbollah. Ancora più stranamente, nessuno stava guardando l’enclave dei ribelli di Idlib e cosa ci stava facendo la Turchia.

Assad in fuga da Damasco è volato alla base aerea russa di Khmeimim, la base aerea russa in Siria. I russi poi lo esfiltrarono a Mosca. Quando Maher Assad, comandante della temuta 4 divisione filoiraniana ,è venuto a sapere che il fratello maggiore era fuggito, ha preso un elicottero per l’Iraq, mentre tutti gli ufficiali si sono dileguati e Damasco rimasta indifesa. Ciò dimostra l’importanza cruciale dell’impegno del comando.

Una volta disintegrata la macchina militare del regime, il disprezzo della maggioranza popolare sunnita per il regime egemonico alawita ha fatto il resto. Al confine tra Israele e Siria, tutte le posizioni militari siriane sono state abbandonate. In tutta la Siria, le basi missilistiche e navali e gli aeroporti militari erano deserti, mentre nel giro di 72 ore Israele ha ridotto in cenere l’hardware abbandonato.

Gielle

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