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Siria, le milizie islamiste promettono amnistie, ma non si esclude la vendetta sui fedeli di Assad

 

Gli alti funzionari siriani del deposto regime di Bashar al Assad hanno iniziato a trasferire il potere al governo ad interim guidato da HTS a partire dal 10 dicembre.

Il primo ministro uscente Mohammed al Jaliliha riferito che gli ex funzionari di Assad stanno lavorando con il governo ad interim per preservare le istituzioni statali e i posti di lavoro dei dipendenti pubblici.

 

Sawsan Abu Zainedin, una organizzazione che comprende 200 gruppi della società civile siriana, ha sottolineato che il governo ad interim si sarebbe astenuto dalla “de-baathificazione” (il Baath è il partito del deposto presidente Assad) dello stato siriano. D’altra parte la stessa HTS islamista, riconosce che il suo stesso apparato governativo più piccolo nella provincia di Idlib, è mal equipaggiato per governare tutta la Siria e che dovrà fare affidamento sulle istituzioni siriane almeno per un certo periodo.

 

I media siriani hanno riferito che il governo siriano di salvezza ad interimcondurrà una valutazione dell’esercito arabo siriano (SAA) prima della sua riorganizzazione e il 9 dicembre ha annunciato . un’amnistia generale per tutto il personale militare del regime siriano arruolato per il servizio obbligatorio.

 

Ma il leader di HTS Abu Mohammad al Julani ha dichiarato che “noi” riterremo gli ex ufficiali del regime “responsabili” per aver torturato civili sotto Assad. Dichiarazioneallarmante e ambigua riguardo poichè HTS non ha l’autorità formale per perseguire gli ufficiali del regime che dovrebbe spettare al nuovo governo e non solo ai ribelli islamisti. Infatti è noto che gli  omicidi per vendetta hanno storicamente esacerbato il conflitto settario, come si è visto nel vicino Iraq.

 

Nel frattempo  le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono avanzate oltre la zona di disimpegno, addentrandosi ulteriormente nel territorio siriano il 9 dicembre e annunciano di aver distrutto circa il 70-80% delle capacità militari del regime di Assad colpendo  la maggior parte delle scorte di armi strategiche SAA nelle ultime 48 ore per impedire agli “elementi terroristi” di sequestrarle. e le armi.[15] La Marina delle IDF ha colpito i porti di al Bayda e Latakia il 9 dicembre. Fra queste armi somno stati distrutti  missili antinave con gittata di 80-190 chilometri.[

 

I militanti dell’altra formazione ribelle  delle Forze democratiche siriane (SDF) sostenute dagli Stati Uniti e controllate dai curdi, hanno disertato per passare al governo di transizione guidato da HTS, manon hanno alcuna garanzia di mantenere il territorio nella provincia di Deir ez Zor dovr hanno guidato l’offensiva contro il Governo

 

L’esercito nazionale siriano (SNA) sostenuto dalla Turchia sta invece  consolidando il controllo su Manbij, nella Siria settentrionale, dopo averla sottratta alle SDF l’8 dicembre eha rivendicato il controllo su un sito a est di Manbij lungo il fiume Eufrate.]

 

L’Iran sta cercando di attutire l’umiliazione dovuta alla caduta di Assad, ma fonti anonime segnalano lotte intestine all’interno dell’apparato di sicurezza iraniano. La perdita improvvisa dell’alleato priva infatti l’Iran dei vantaggi militari e strategici e comprometterà gravemente i futuri sforzi iraniani per ricostruire Hamas e l’Hezbollah libanese.

 

Un funzionario del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC)ha detto che l’Iran è “pausa”nei suoi sforzi per riarmare Hezbollah a causa delle difficoltà a far passare i “corrieri” che vengono uccisi o catturati. A Teheran circola voce che dirigenti governativi stanno incolpando il comandante della Forza Quds dell’IRGC, il generale di brigata Esmail Ghaani e che  in “molti ora chiedono”le sue  in quanto formalmente responsabile della gestione dell’Asse della Resistenza, di cui Assad faceva parte.

 

Le milizie irachene sostenute dall’Iran hanno risposto il 10 dicembre alla caduta di Assad affermando  che una sala operativa turca ha facilitato la caduta del dittatore con il supporto di Israele, Regno Unito e NATO, mentre l’Asse della Resistenza era “occupato a sostenere Gaza”.[ Il capo di queste milizie  ha affermato che la sala operativa cerca ora di “sabotare l’Iraq”.mentre  le forze di opposizione siriane hanno permesso a Israele di “creare una federazione”nella provincia di Suwayda in cambio del suo sostegno alle forze di opposizione. La milizia afferma che Israele cerca di annettere parti della Siria e di ricevere garanzie dal nuovo governo di Damasco che lavorerà per normalizzare i legami con Israele.

 

Il capo delle milizie sciite irachene ha dichiarato  che affronterà la situazione in Siria basandosi sugli interessi di sicurezza nazionale dell’Iraq,  “monitorando la situazione”in Siria convinto che HTS e lo Stato islamico in Iraq e Siria (ISIS) manterranno il loro carattere fondamentale “non importa quanto fingano di essere umani davanti alle telecamere”, aggiungendo che sta aspettando l’istituzione del nuovo governo siriano per “raggiungere un’intesa sulla base della resistenza e della causa palestinese”.

Rimanendo in Iraq, il comandante della Divisione di risposta rapida irachena, il tenente generale Thamer al Husseini, ha dichiarato il 10 dicembre che le forze irachene “schiacceranno chiunque” tenti di avvicinarsi al confine tra Iraq e Siria.

 

Questa dichiarazione riflette le preoccupazioni irachene che il conflitto in Siria possa creare un vuoto di sicurezza e consentire all’ISIS di risorgere. Funzionari politici e militari iracheni hanno sottolineato negli ultimi giorni la necessità di impedire una “ripetizione del 2014”,riferendosi alla presa di Mosul da parte dell’ISIS nel giugno di quell’anno. La dichiarazione riflette anche il modo in cui il governo iracheno equipara le forze di opposizione siriane ai gruppi salafiti-jihadisti come l’ISIS.

 

GiElle

aggiornamento la crisi mediorientale ore 14.05

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