In occasione dell’attentato al primo ministro slovacco Robert Fico, il ministro degli Interni Matús Sutaj Estok ha annunciato la creazione di un gruppo investigativo. Il punto di partenza del Gruppo è che l’assassino di Fico non sia stato solo un lupo solitario. Ne scrive Peter G. Feher del Magyar Hírlap.
Stranamente ore dopo il tentativo di omicidio, tutta la cronologia delle comunicazioni e di Facebook dell’autore del reato è stata cancellatadal suo computer di casa, mentre il colpevole non poteva farlo perché agli arresti. Gli inquirenti hanno accertato che neanche la moglie poteva toccare i dispositivi informatici, pertanto, il capo del ministero ritiene che si debba tener conto della possibilità che dietro il crimine agisca un gruppo.
Matús Sutaj Estok non ha specificato a quale gruppo si riferisca, dando così ampio spazio alle speculazioni anche se lo stesso assassino ha affermato di non avere complici.
Ma allora nell’interesse di chi è avvenuto il tentato omicidio di Fico? Secondo Feher non c’è dubbio che Fico fosse un politico “antipatico”, sia per Bruxelles che per Washington.Innanzitutto perché ha interrotto gli aiuti militari all’Ucraina e si è opposto alla continuazione della guerra, chiedendo invece un cessate il fuoco e colloqui di pace. Naturalmente, questo non significa che dietro l’assassinio ci sia la mano di Washington o della CIA.
Ma a Mosca non la vedono così. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, famoso per le sue estreme esternazioni ha chiesto “è sorprendente che per la prima volta dopo decenni in Europa sia stato commesso un tentativo di omicidio contro un politico che pensa chiaramente alla Russia?”
Il resto del messaggio contiene altri dettagli secondo i quali già dettagli Fico “non è assolutamente filorusso, ma semplicemente pragmatico e non russofobo, con il quale sono in contatto dal 2008 e rappresenta quella parte del blocco europeo che non ha perso il contatto con la realtà e non vuole che i suoi cittadini si trasformino in cenere grigia radioattiva. Naturalmente lui era l’obiettivo. Ci sono solo una manciata di persone del genere in Europa e devono badare alla propria sicurezza”.
Ognuno può interpretare questa affermazione a suo piacimento, ma secondo il giornalista ungherese ci sono molti segnali che ci sia qualcosa che non va dietro il tentativo di omicidio e non è escluso un complotto più serio. Ci sono fatti che necessitano sicuramente di una spiegazione.
L’assassinio, ad esempio, è avvenuto mercoledì della scorsa settimana, ma il giudice competente ha autorizzato la perquisizione dell’appartamento di Cintula solo venerdìe Il ministro della Difesa e vice primo ministro Robert Kalinák non ha dato alcuna spiegazione di questo ritardo
Inoltre, sul posto oltre a non esserci alcuna ambulanza, nonostante fossero molto lontani dalla capitale,non c’era nessun ospedale nelle vicinanze. Fico ha dovuto essere portato in elicottero in un’altra città, prima trascinato nella sua auto di servizio in un modo che avrebbe potuto causare altri danni in un luogo dove non c’erano vie di fuga. Anche l’abbigliamento degli uomini della sicurezza pare fosse stato insoddisfacente.
Le ultime osservazione del giornalista ungherese riguardano le guardie di sicurezza lequali hanno lasciato che Fico si avvicinasse al cordone di sorveglianza contrariamente alle regole di sicurezza che avrebbero imposto alle guardie di bloccarlo prima. Impedendogli anche a tendere mani oltre il cordone, mentre agenti non erano nemmeno confusi fra la folla per controllkare l’assembramento.
GiElle
nella foto gli istanti immediatamente successivi al ferimento del Premier slovacco
