Il picco di polveri sottili che si sta registrando nella pianura padana riaccende il dibattito sulla (scarsa) qualità dell’aria. A Bologna c’è chi, come Fausto Tomei di Arpae, esponente di Coalizione civica, punta il dito contro la Lombardia. “Perché c’è stato un picco di polveri sottili nel weekend, su tutta la pianura padana? Inutile che cercate spiegazioni astruse: la settimana scorsa– scrive Tomei su Facebook- era permesso lo spandimento dei liquami degli allevamenti in tutta la Lombardia, dopo mesi di blocco invernale e blocco smog, quindi con i vasconi colmi (di merdone..)“. Tomei ricorda che “è già successo tante altre volte: il particolato provocato dalla reazione dell’ammoniaca dei reflui accumulati, che reagisce in atmosfera con gli altri inquinanti, può arrivare fino sul Monte Cimone. Quindi traffico e combustione per riscaldamento non c’entrano? Certo che c’entrano, gli altri inquinanti con cui reagisce in atmosfera l’ammoniaca sono prodotti da questi. È ora di guardare il proprio frigo e garage e chiedersi: meglio respirare decentemente o tutto questo parmigiano e prosciutto, con l’auto pronta qua sotto? (parlo anche per me)”. Ma si leva anche la voce di Bologna for Climate Justice, che si batte contro scelte infrastrutturali come quella del Passante. “In queste settimane i livelli di inquinamento sono altissimi, e anche a Bologna negli ultimi 39 giorni sono stati 31 quelli da bollino rosso. Tra le cause c’è il trasporto su gomma, ma gli anni passano e Comune e Regione rifiutano di condurre una Valutazione di Impatto Sanitario che possa far conoscere quanto il Passante di mezzo impatta sulla salute degli abitanti”, afferma il collettivo. I meteorologi, prosegue Bologna for Climate Justice, “invitano la popolazione a non fare sport all’aperto, e si moltiplicano gli allarmi per gli impatti sanitari del persistente inquinamento. Quella che viviamo in questi giorni non è una novità, ma una condizione che si ripete ogni inverno, documentata da statistiche e progetti di ricerca, e sono ben note le cause. Si sa, tra le altre cose, che uno dei settori che contribuisce maggiormente a rendere irrespirabile l’aria è il trasporto su gomma, ma nonostante questa consapevolezza sindaci, presidenti di regione e ministri continuano a invocare miliardi per l’allargamento di strade e autostrade”.“Se la Pianura Padana è una camera a gas, la soluzione non è chiedere ai cittadini di chiudersi in casa. Due anni fa- ricordano i giovani che si battono contro gli effetti del climate change- decine di associazioni hanno chiesto al sindaco Lepore e al presidente della Regione Bonaccini di fare una Valutazione di Impatto Sanitario del Passante di mezzo: quanto questa infrastruttura impatta sulla salute di chi abita a Bologna? In questi due anni, si sono susseguite le misure emergenziali, ma non è stata spesa una parola sulla Valutazione di Impatto Sanitario. Dobbiamo concludere, vista la qualità dell’aria che già oggi respiriamo, che Matteo Lepore e Stefano Bonaccini temano che i risultati possano rendere l’allargamento del Passante di Mezzo incompatibile con la salute delle/dei bolognesi?”. Ma il capoluogo emiliano finisce sotto accusa per il limite dei 30 all’ora, feterminante per alcuni per l’innalzamento dei livelli d’inquinamento. “Per oggi non andate a correre“. Il suggerimento viene da Federico Grazzini, meteorologo Arpae, alla luce dei dati delle polveri sottili che vengono dalle centraline bolognesi. “Stiamo registrando- scrive Grazzini sui social- valori della qualità dell’aria tremendi, soprattutto ieri le polveri (Pm 2.5) si sono alzate su valori che io non ricordo di aver mai visto per questo pericoloso tipo di inquinante”.
Si tratterebbe, spiega ancora Grazzini, dell’”effetto combinato di giorni e giorni di inversione termica con il conseguente accumulo di inquinanti”. “Le allarmanti condizioni della qualità dell’aria del Comune di Bologna, che vedono elevatissimi livelli di smog e delle cosiddette polveri sottili nell’aria, sono da attribuire esclusivamente alla Città 30 all’ora, che sta causando continui ingorghi e rallentamenti con il prolungamento dei tempi di percorrenza sulle strade”. Ne sono convinti i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna, Fabio Brinati, Felice Caracciolo, Francesco Sassone e Manuela Zuntini. Ora “sta accadendo quello che sostenevamo da tempo, ancora prima che venisse istituita la città 30 all’ora. Lepore- concludono i ‘fratelli’- fermi questa follia che sta letteralmente gassando i bolognesi”.
