Cronaca

Sms reddito di cittadinanza Inps, occhio alla truffa

 

di Flavia Zandonati

 

Tutti i cittadini che non potranno più contare sul supporto economico del Reddito di Cittadinanza riceveranno un sms da parte dell’Inps, ma occhio alle truffe. Infatti in queste ore in molti hanno segnalato la ricezione di un altro sms dell’Inps, non quello originale, al quale bisogna prestare grande attenzione.

Di certo non è la prima volta in cui ci troviamo a parlare di truffe tentate attraverso l’invio massivo di sms in tutta la nazione, del resto è un metodo molto utilizzato dai malintenzionati considerando quanto poca fatica richieda.

Il mittente di questo messaggio truffa è l’Inps, ovviamente non si tratta di una comunicazione ufficiale, ma leggere quella intestazione in questa fase di transizione per migliaia di persone che ricevevano il reddito di cittadinanza risulta essere una vera e propria trappola.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste la truffa: l’argomento sociale e politico del momento è proprio la revoca del beneficio, tattica del delinquente far credere in una speranza, ed ecco qui che arriva l’Sms che desta qualche speranza, il breve testo recita: “Gentile utente, per evitare la revoca dei suoi benefici INPS, la invitiamo a identificarsi”.

A ciò si aggiunge un link, che in nessun caso bisognerebbe cliccare, si tratta di un tentativo di ottenere dati utili, che potrebbero anche consentire di svuotare il proprio conto corrente.

Poiché migliaia di famiglie hanno dovuto dire addio al sostegno economico e tante altre, invece, ne faranno a meno da gennaio 2024, un sms dall’Inps attrae, ma cliccare sul link proposto vuol dire ritrovarsi a effettuare un accesso non su una rete sicura ma sotto osservazione di hacker professionisti, inserire i dati vuol dire cederli, rendendo il furto digitale molto semplice. Questa pratica è nota come smishing, se si cade nella trappola il consiglio è quello di procedere immediatamente con la denuncia presso la Polizia Postale. Il loro compito è proprio quello di contrastare i reati informatici, che ormai vantano una frequenza quotidiana. Due sono le modalità messe a disposizione:

  • Recarsi personalmente presso la sezione della Polizia Postale più vicina alla propria abitazione (ogni provincia ne ha una, ndr), spiegando nel dettaglio tutto l’accaduto;
  • Svolgere la procedura interamente online. Ci si reca nell’apposita sezione indicata per le segnalazioni digitali di truffe. Il tutto tramite il sito della Polizia Postale, che richiede una serie di dati anagrafici e il contenuto della denuncia. Al termine del processo, si otterrà una ricevuta e un numero di protocollo.

Si ricorda, però, che l’unico modo per far assumere valore legale alla denuncia è la sottoscrizione dinanzi a un ufficiale di polizia giudiziaria. Svolgere il procedimento online non garantisce tutto ciò.

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