di Balthazar
Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth, ex volto televisivo di Fox News e fedelissimo di Donald Trump, da settimane prepara in silenzio quella che internamente viene descritta come una “riunione strategica globale” dei vertici militari americani.
L’ordine è partito in modo asciutto ma perentorio: tutti i generali( se ne contano 800) da una stella in su devono presentarsi oggi a Quantico, base dei Marines a una trentina di miglia dal Pentagono. Non importa se impegnati all’estero, in missioni operative o in rotazioni addestrative: devono esserci.
La sicurezza dai Servizi Segreti, è stata rafforzata all’ultimo minuto, mentre al Pentagono si moltiplicavano le preoccupazioni per un evento senza precedenti in tempo di pace.
Ma a catalizzare l’attenzione è stato il Donald Trump, ufficialmente non previsto dal programma, ma che ha annunciato la sua presenza in qualità di Commander in Chief, deciso a prendere la parola, dettare la linea, trasformare la riunione in qualcosa che somiglia più a un giuramento collettivo che a un briefing operativo.
Secondo il quotidiano in lingua italiana La Voce di New York è no scenario che evoca paragoni storici da cui la democrazia americana si è sempre tenuta distante, almeno formalmente.
Philip Kay-Bujack ad esempio, storico militare britannico e autore del libro “Hermann Balck: Hitler’s Forgotten General”, ha dichiarato al quotidiano britannico Daily Express che “questa scena richiama alla mente il 5 novembre 1937, quando Hitler convocò i suoi generali a Berlino per un discorso confidenziale sui suoi piani di espansione, passato alla storia come il Memorandum Hossbach. Non è una coincidenza. Trump sta facendo lo stesso – afferma Kay-Bujack – sta mostrando ai suoi ufficiali il futuro, ma anche il loro.”
A Capitol Hill la notizia ha fatto scattare una richiesta di chiarimenti del senatore democratico Chris Murphy che ha parlato di “un evento senza precedenti nella storia militare recente degli Stati Uniti” e ha chiesto alla Commissione Forze Armate di aprire un’indagine urgente.
“Stiamo assistendo alla politicizzazione dei vertici militari da parte di un presidente che non accetta limiti costituzionali,” ha dichiarato.
Alexandria Ocasio-Cortez su X “Quantico non è un teatro. I generali non sono comparse. E l’esercito non è un braccio armato del presidente.”
Trump nega, ma la notizia era già stata riportata i questi termini dalla autorevole pubblicazione americana The Atlantic termini che si riferiva a una esternazione di Trump il quale ha affermato di preferire “generali leali a generali intelligenti” .
La riservatezza assoluta che circonda l’incontro non prevede pèeraltro verbali pubblici e un accesso illimitato alla stampa.
La Costituzione americana garantisce il controllo civile sulle forze armate, ma questo controllo non significa che il presidente possa trattare l’esercito come un proprio strumento personale.
L’articolo 2 affida al presidente il titolo di Commander in Chief, ma non gli consente di chiedere fedeltà personale al di sopra della legge, della Costituzione e degli obblighi istituzionali dei militari.
Il Codice Uniforme di Giustizia Militare (UCMJ) vieta espressamente agli ufficiali in servizio di partecipare ad attività politiche di parte e diverse associazioni giuridiche, tra cui il National Institute of Military Justice, stanno valutando se questa riunione violi quello spirito.
Per ora non ci sono indagini formali, ma a far discutere è soprattutto l’annuncio che sarà lo stesso Donald Trump a intervenire.
Il presidente non l’ha convocata, ma parlerà senza contraddittorio, in un contesto militare chiuso, ribadendo, secondo fonti interne, un messaggio centrato sulla lealtà personale di cui un presidente non dovrebbe proprio dubitare, o quantomeno, non ha mai dubitato sino ad oggi con due guerre mondiali e conflitti in tutto il mondo.
