“Vince Acquaroli, il centrosinistra non è credibile”
Le elezioni regionali nelle Marche confermano la leadership del centrodestra: il presidente uscente Francesco Acquaroli si riconferma con circa 337.700 voti, pari al 52,43% dei votanti.
Tra i partiti della coalizione, Fratelli d’Italia si afferma come primo partito con il 27,41%, tengono Forza Italia (8,6%) e Lega (7,57%). In calo invece le forze centriste: UDC si ferma all’1,91% con poco meno di 11.000 voti, mentre Noi Moderati raccoglie appena 1,64%, con poco più di 9.200 voti. Buoni risultati invece per le liste civiche: “I Marchigiani” raggiungono il 4,25%, “Civici Marche” il 2,59%.
Il centrosinistra, con il candidato Ricci, si ferma a 286.200 voti circa (44,44%). Il PD raccoglie il 22,5%, il Movimento 5 Stelle il 5,08%, AVS il 4,15%. Le liste civiche della coalizione ottengono risultati contenuti: la civica di Ricci è al 7,34%, Progetto Marche all’1,92%, Progetto Civico Avanti all’1,43%, e Pace Salute e Lavoro all’1,13%.
Allarmante il dato sull’affluenza: ha votato solo il 50,01% degli aventi diritto, con un calo di circa 10 punti percentuali rispetto alla tornata precedente. Un segnale evidente del crescente disinteresse dei cittadini verso la politica e verso l’esercizio del voto, un diritto fondamentale.
Le dichiarazioni di Fabio Desideri, segretario politico di Pensiero Popolare Italiano (PPI):
“Il centrosinistra non tiene – ha dichiarato Desideri – l’aggregazione guidata da Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli non convince i marchigiani, così come non convince gli italiani. Manca una leadership riconosciuta, manca un programma con priorità condivise, e manca la percezione di una squadra coesa.”
“Nel centrodestra, invece, – ha proseguito – la destra continua a rafforzarsi, con FdI e Lega che rappresentano insieme circa il 35% dei votanti. Forza Italia è stabile, mentre la componente moderata e centrista è sempre più marginale: UDC e Noi Moderati, insieme, non superano il 3,5% complessivo, raccogliendo poco più di 20.000 voti.”
“La presidente Meloni, da questo test elettorale – pur considerando la natura regionale del voto – potrà trarre un’ulteriore spinta per la sua azione politica. Tuttavia, il dato sull’astensione, in vista delle politiche del 2027, dovrebbe preoccupare.”
Il ruolo e la proposta di Pensiero Popolare Italiano
“Chi nel centrodestra è attento all’analisi politica – ha aggiunto Desideri – non può ignorare il costante indebolimento della componente moderata. La cosiddetta ‘quarta gamba’ del centrodestra è ormai ridotta a una mera testimonianza politica. È quindi urgente immaginare un nuovo progetto all’interno della coalizione, capace di ridare peso ai valori centristi e popolari.”
“È proprio questa – ha concluso Desideri – la battaglia politica di Pensiero Popolare Italiano. Un’azione osteggiata da chi detiene oggi lo scettro del comando nella coalizione, poco interessato a un riequilibrio dei valori e delle priorità. I media, asserviti al potere, ci oscurano sistematicamente, perché è più comodo mantenere una coalizione dominata da una ‘golden share’ saldamente in mano alla destra. Così facendo, anche nel Partito Popolare Europeo si lascia a Forza Italia la voce più grossa, evitando qualsiasi disturbo all’asse privilegiato Von der Leyen–Meloni. Il risultato? Un’Italia meno influente in Europa e un governo sempre meno rappresentativo del Paese reale.”
