Cronaca

Strage del Mottarone, parla ex dipendente: “Segnalai quei problemi e fui minacciato di licenziamento”

Un dettaglio dei resti della cabina durante il sopralluogo del consulente tecnico nominato dalla Procura di Verbania nell'inchiesta sull'incidente della Funivia del Mottarone, Stresa, 27 maggio 2021. ANSA/TINO ROMANO

Minacciato di licenziamento dopo avere segnalato nel 2019 problemi di funzionamentoo della cabinovia del Mottarone. E’ quanto ha riferito un ex dipendente, Stefano Carlo Gandini, agli inquirenti che indagano sull’incidente costato la vita a 14 persone. Gandini si è presentato alla polizia giudiziaria della procura di Verbania il 7 giugno e ha consegnato un file audio con alcune conversazioni. L’ex dipendente ha raccontato che nel maggio del 2019 notò delle noie alla cabina 3, quella precipitata. Inconvenienti a un discriminatore e perdite di olio dalla centralina dei freni. Ne parlò ai superiori e il caso fu segnalato al caposervizio, Gabriele Tadini (l’unico indagato agli arresti domiciliari). “Nelle registrazioni – ha fatto mettere a verbale – si sente anche Nerini intervenire nel suo ufficio ove ha minacciato di licenziarmi”. Il giorno seguente Tadini gli disse di “stare tranquillo, ‘tanto la funivia non cade’”. “Ad agosto – conclude Gandini – trovai un nuovo lavoro e preferii licenziarmi”. L’episodio non è connesso con l’incidente del 23 maggio 2021, anche se a precipitare, quel giorno, fu proprio una cabina contrassegnata con il numero 3. Ma secondo gli inquirenti potrebbe fare chiarezza sul grado di consapevolezza di tutti gli indagati e sul modo in cui si affrontavano i problemi.

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