Economia e Lavoro

Studio Confartigianato – Sostenibilità e domanda di lavoro: competenze green importanti per 44,7% entrate MPI +8,3 punti vs medie e grandi

La transizione green del sistema delle imprese italiane è caratterizzata da una domanda di lavoro con una diffusa richiesta di competenze sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, un orientamento che si delinea più marcato nelle micro e piccole imprese (MPI). Le caratterizzazioni del mercato del lavoro e della struttura imprenditoriale nei processi di transizione ecologica saranno tra i temi sviluppati nel 1° Forum della Sostenibilità di Confartigianato Imprese, evento che si terrà a Roma il 27 e 28 giugno a Roma, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’analisi dei dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL evidenzia che nel 2022 le imprese richiedono come necessarie le competenze green, ovvero l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, per 4,2 milioni di posizioni, pari all’81,1% delle entrate previste nel 2022. Tale quota è in aumento di quasi cinque punti rispetto all’anno precedente, quando le competenze green erano richieste al 76,3% delle entrate previste. Alta importanza delle competenze green è più marcata nelle MPI – Nel 41,7% delle entrate le imprese richiedono la presenza di competenze green con un elevato grado di importanza (medio-alto e alto), quota in aumento rispetto al 37,9% rilevato l’anno precedente. Il peso delle entrate con questa marcata caratterizzazione di competenze green è più elevata nelle micro e piccole imprese (MPI) dove è pari al 47,3%, seguite dalle piccole imprese con il 41,9%. Nel complesso le MPI richiedono 3.293.650 entrate di cui per 1.472.790, pari al 44,7%, vi è una elevata importanza delle competenze per il risparmio energetico e un minore impatto ambientale dell’attività dell’impresa; anche per le MPI questa caratterizzazione delle competenze green è in aumento di 3,7 punti rispetto al 41,0% rilevato l’anno precedente. La quota scende al 35,3% per imprese tra 50 e 499 dipendenti per risalire al 38,8% nelle imprese più grandi. Nel complesso la quota delle MPI è di 8,3 punti superiore al 36,5% calcolato per le medie e grandi imprese. L’analisi per settore evidenzia che il comparto delle costruzioni, caratterizzato da interventi incentivati per ridurre il consumo energetico delle abitazioni, registra la quota più elevata di lavoratori per cui deve essere più marcata l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, pari al 48,0%, seguito dai Servizi con il 46,0% e la Manifattura con 36,8%. I settori dove la domanda di lavoro nelle micro e piccole imprese è maggiormente caratterizzata da un elevato grado di importanza delle competenze green, con valori superiori alla media sono i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici dove riguarda il 50,9% delle entrate, public utilities (energia, gas, acqua, ambiente) con il 48,4%, le costruzioni con 48,0%, istruzione e servizi formativi privati con 47,2%, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli con 47,0%, lavorazione dei minerali non metalliferi (vetro, ceramica, ecc…) con 46,3%, servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio con 46,2%, sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati con 45,4% e servizi avanzati di supporto alle imprese con 44,8%. Una declinazione per settori sulla domanda di lavoro del totale delle imprese nell’analisi dell’Ufficio Studi su QE-Quotidiano Energia.L’analisi territoriale mostra che vie è una diffusa alta rilevanza delle competenze green dei lavoratori delle MPI. Tra le maggiori regioni, il fenomeno è più intenso in Puglia, dove al 49,0% delle entrate nelle MPI viene richiesto con elevato grado di importanza l’orientamento a processi energy saving e con un ridotto impatto sull’ambiente; seguono Sicilia con il 48,3%, Campania con il 47,4% e il Lazio con il 45,0%. Tra le altre regioni, si osserva una maggiore accentuazione – e superiore alla media – in Basilicata con 51,0%, Sardegna con 50,7%, Calabria con 49,7% e Molise con 48,6%. La domanda di lavoro più connotata da competenze green nel Mezzogiorno si associa ad una maggiore spinta data dagli interventi per il risparmio energetico degli edifici con il superbonus 110% e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel Mezzogiorno, come documentato da una  nostra recente analisi sulle tendenze in edilizia, gli interventi del superbonus pesano per il 68,6% del valore aggiunto territoriale delle costruzioni, quota superiore di 13,5 punti al 55,1% della media nazionale. In parallelo, l’analisi dei dati del Gse evidenzia che nelle regioni meridionali di concentra il 40,2% della produzione di energia solare.

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