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+++++Terremoto catastrofico (7.9) tra Turchia e Siria. Migliaia le vittime+++++

E’ sicuramente catastrofico il sisma di potenza dell’impressionante magnitudo di 7.9 che ha letteralmente devastato parte della Turchia e della Siria. Secondo le prime informazioni, confermate dalle squadre di soccorso. Le vittime sarebbero migliaia. Un primo bilancio ufficiale parla di 831vittime: è quanto emerge dai conteggi fatti finora dalle autorità dei due Paesi, oltre che dalle squadre di soccorso in Siria. Finora, infatti, si contano almeno 284 morti in Turchia, almeno 427 nelle zone della Siria controllate dal governo e oltre 120 nelle aree del Paese controllate dai ribelli. La gravità di quanto accaduto è testimoniata dal fatto che un’intera città ai confini tra Turchia e Siria sarebbe stata letteralmente rasa al suolo. Si tratta della siriana Jindiris, al confine con la Turchia, è stata di fatto rasa al suolo con circa un migliaio di persone ancora disperse sotto le macerie. Lo riferisce la tv ‘Suriya’ citando fonti della protezione civile siriana delle aree fuori dal controllo governativo e sotto influenza turca nel distretto di Afrin, ex enclave curda occupata nel 2018 da milizie siriane filo-turche. Le immagini video che arrivano da Jindiris mostrano una distesa di edifici a terra mentre proseguono senza sosta le azioni di soccorso e di ricerca dei superstiti sotto le macerie.  Il terremoto ha provocato l’esplosione di un gasdotto nella provincia di Hatay. Lo riferisce l’agenzia di stampa İhlas. L’esplosione ha provocato grandi incendi in due punti lungo il gasdotto che attraversa l’insediamento di Topbogazy. La distanza tra i fuochi è di circa tre chilometri. Secondo i geologi americani, l’epicentro della prima scossa si trovava a una profondità di 18 km, a circa 33 chilometri dalla città di Gaziantep ea 26 chilometri dalla città di Nurdagi. Le fluttuazioni sono state avvertite anche nelle regioni settentrionali dell’Egitto. Secondo le forze dell’ordine turche, più di un centinaio di persone sono già diventate vittime del terremoto. Almeno 200 persone sono morte nella vicina Siria. Anche il numero di persone ferite a seguito di crolli di case e altri edifici è misurato in centinaia di persone. Le squadre di soccorso stanno attualmente lavorando nelle regioni colpite dal terremoto della Turchia e della Siria. Rimuovono i residenti colpiti da sotto le macerie, eliminano altre conseguenze di un disastro naturale. Immediata la reazione dell’Unione Europea che ha immediatamente allertato e fatto partire squadre di soccorso: “In seguito al terremoto, abbiamo attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue sta coordinando l’invio di squadre di soccorso dall’Europa. Sono già in viaggio squadre dai Paesi Bassi e dalla Romania”, dichiara in un tweet il commissario Ue alle Crisi Janez Lenarcic. Anche la Russia si sta mobilitandoed ha già ha inviato in Turchia due aerei con 100 soccorritori per aiutare le autorità turche nelle operazioni di salvataggio in corso in seguito al terremoto, rende noto Anadolu. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca è pronta a fornire tutta l’assistenza necessaria ad Ankara. Il Cremlino, come riporta Tass, ha citato il telegramma di condoglianze di Putin al leader turco Recep Tayyip Erdogan: “Siamo pronti a fornire l’assistenza necessaria in seguito al terremoto”.

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