Roma Capitale

Terziario, Diociaiuti (Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti): “Il dumping contrattuale è una piaga del comparto, necessario intervenire uniti”

Il sindacalista nel corso di una tavola rotonda al Ventennale Ebit Lazio: “dei 960 contratti registrati al Cnel, ben uno su quattro si riferisce al settore. Dobbiamo dire ‘No’ a divari inaccettabili tra i lavoratori”. “La ricerca presentata oggi sul dumping contrattuale presenta un quadro davvero desolante, che nel nostro settore e nel Lazio è ancora peggiore rispetto alla media nazionale. Gli oltre 960 contratti presenti nell’Archivio nazionale del Cnel gridano vendetta: basti pensare che uno su 4, ben 235, si riferisce al settore ‘terziario, distribuzione e servizi’: si deve assolutamente porre un limite a un fenomeno che è una piaga, assicurando così qualità del lavoro e giustizia sociale per decine migliaia di addetti al comparto. Non possono continuare a esistere occupati di serie A e di serie B”.

E’quanto ha dichiarato il segretario generale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, Stefano Diociaiuti, nel corso della tavola rotonda “Gli effetti del dumping contrattuale nel Terziario”, che si è tenuta oggi  nell’ambito delle celebrazioni del Ventennale di Ebit Lazio, a Palazzo Merulana.

“Limitandoci a un esempio riguardante la nostra Capitale e alle notizie recenti sul comparto ricettivo – ha spiegato il sindacalista – , secondo le stime del Comune, le attività extra alberghiere non in regola sono circa 7mila: tutto ciò non può che abbassare la qualità dell’occupazione, dei servizi e generare ‘concorrenza sleale’ tra le imprese. Il dumping schiaccia e annulla la dinamica salariale e rende in generale i lavoratori più deboli, fragili, poveri: è nostro dovere intervenire e far sentire la nostra voce per porre fine a un divario tra occupati indegno di un Paese civile”.

“E’importante – prosegue il sindacalista – che si parli di dumping nel contesto delle celebrazioni per il ventennale Ebit Lazio: la bilateralità, insieme alla contrattazione, può dare un importante contributo a questa battaglia di legalità e di giustizia sociale. Il primo passo per una lotta serrata ai contratti pirata è sicuramente il rafforzamento della contrattazione, ma non basta: un altro elemento importante, nella lotta alla disuguaglianza tra i lavoratori, è la rappresentatività degli attori negoziali. Molte ‘pseudo’ organizzazioni sindacali, insieme alle ‘pseudo’ associazioni datoriali, sottoscrivono contratti minori, slegati dalle volontà dei lavoratori, che riducono il costo del lavoro e i diritti e hanno effetti nefasti sulla quattordicesima, sulle ferie, sulle ore annue di permessi retribuiti e sulla maggiorazione del lavoro supplementare”.

“La misurazione certificata della rappresentanza – conclude – dovrà riguardare indistintamente il sindacato e le imprese, per consentire una vera esigibilità dei contratti siglati dalle associazioni maggiormente rappresentative, nell’interesse delle imprese e dei lavoratori. Una delle priorità è sicuramente quella di estendere e mettere in pratica i criteri contenuti nel testo unico interconfederale del 2014 a proposito dei minimi contrattuali. Ci vogliono interventi urgenti sulla rappresentanza sindacale e sulla misurazione della consistenza datoriale: non è mai troppo tardi per portare avanti la battaglia su questo tema”.

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