Il governo dà l’ok ai test psicoattitudinali a cui sottoporre gli aspiranti magistrati: saranno effettuati dopo le prove scritte e secondo il ministro della Giustizia Carlo Nordio non si tratta in alcun modo di “una invasione di campo” nei confronti dell’indipendenza della magistratura. “Non c’è nessun vulnus, nessuna lesa maestà“, ha dichiarato ieri sera il ministro, ricordando che i test saranno condotti “da professionisti di altissimo livello come docenti universitari titolari di materie psicologiche” e “verranno gestiti dal Csm“. Insomma, “non c’è nessuna interferenza del governo”. Stamani è arrivato il commento – al veleno – di Nicola Gratteri, procuratore a Napoli. “Se la politica ritiene che test psicoattitudinali siano indispensabili per i magistrati, io aggiungo facciamoli per tutte le strutture apicali della pubblica amministrazione di questa nazione. Quindi anche nei confronti dei politici, soprattutto quelli che hanno incarichi di responsabilità di governo, incarichi regionali e comunali”. Ai test psicoattitudinali, che andrebbero praticati a coloro che occupano posizioni apicali e anche a chi ha responsabilità di Governo, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri affiancherebbe anche il narco-test e l’alcol-test, perché, spiega, “chi è sotto effetto di droga non solo può fare ragionamenti alterati ma è anche ricattabile”. Gratteri ha risposto alle domande dei giornalisti a margine di una conferenza stampa indetta in Procura relativa a sei arresti dei carabinieri che hanno fatto luce su due efferati omicidi di camorra. Poi Giuseppe Santalucia, Presidente dell’Anm: “La dispensa per infermità anche psichica esiste nel nostro ordinamento da tempo immemorabile, da una legge del ’46. Se ci sono casi di squilibrio patologico si interviene, ma il ministro della Giustizia ha già un potere di vigilanza e ha gli strumenti per intervenire in questi casi. Se poi si vuole controllare altro che non sia la patologia psicologica, ma il modo di essere, l’espressione di una personalità che non piace, questo è arbitrio”. I test psicoattitudinali per i magistrati introdotti dal governo, “non servono a nulla, anzi è solamente propaganda. Ci sono tantissime categorie che non fanno il test. Non siamo l’unica magistratura del Paese, ma siamo l’unica magistratura che ha tutta questa attenzione da parte del governo, le altre non ce l’hanno”, ha sottolineato Santalucia, segnalando che inoltre “c’è una superficialità di approccio che preoccupa” riguardo alla questione.
aggiornamento test psico-attitudinali magistrati ore 15.34
