Sono terminate le operazioni di rimozione di rifiuti speciali e pulizia nell’area di circa un ettaro di proprietà di Roma Capitale situata a ridosso del Ponte della Ferrovia, in corrispondenza di Via del Foro Italico.
L’operazione, condotta dal Dipartimento Capitolino Rifiuti, ha permesso lo smantellamento di una discarica abusiva risultato dell’uso improprio del sito, per lungo tempo sede di un autodemolitore.
I lavori, con un investimento di circa 140 mila euro, hanno portato alla rimozione di 166 autovetture abbandonate e alcune tonnellate di rifiuti generici, tra cui elettrodomestici e materiale edilizio di risulta. Contestualmente è stata eseguita anche un’operazione di decorticazione del terreno al fine di favorirne la rinaturalizzazione, necessaria alla luce delle condizioni del suolo, fortemente compromesse.
“Continuano le operazioni di pulizia lungo il fiume Tevere; questa volta il Dipartimento Ciclo dei Rifiuti è intervenuto in un’area che era stata già interessata da un incendio nel 2020 e successivamente, a causa dei ripetuti sversamenti illeciti di materiali di vario genere, si è trasformata in una vera e propria discarica abusiva”, ha dichiarato Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.
“Nell’ambito del programma di riqualificazione, è in corso di studio la possibilità di destinare a quest’area parte delle piante oggetto del accordo di collaborazione scientifica tra Roma Capitale e Crea. Si tratta di piante attualmente in crescita presso il vivaio Crea a Casalotti. L’obiettivo dell’amministrazione è far diventare questo sito parte integrante del parco d’affaccio dei Prati dell’Acqua Acetosa, a cui si aggiungerà anche l’area compresa tra il parco e il ponte della ferrovia, una volta terminato il cantiere per il consolidamento del tratto ferroviario. Grazie a questa operazione il parco d’affaccio si estenderà verso la confluenza con il fiume Aniene, creando un’area spondale completamente rinaturalizzata, fruibile e capace di ricucire un legame tra la città e il suo fiume, per troppo tempo oggetto di usi impropri incompatibili con la sua vocazione”, ha concluso Sabrina Alfonsi.
