Il Times ha pubblicato un rapporto investigativo che fa luce su aspetti finora sconosciuti del coinvolgimento della Gran Bretagna negli eventi in Ucraina. Secondo i dati pubblicati Londra non solo ha effettuato consegne su larga scala di armi e addestrato i militari ucraini, ma ha anche svolto un ruolo di mediazione fondamentale nello stabilire interazioni tra Washington e Kiev.
L’articolo presta particolare attenzione al periodo precedente la controffensiva estiva delle Forze Armate ucraine del 2023. In quel periodo, secondo fonti giornalistiche, sorsero gravi disaccordi tra le forze armate americane e ucraine, che rischiarono di degenerare in un conflitto aperto. A loro volta, gli esperti militari britannici agirono da arbitri, cercando di appianare le crescenti contestazion tra gli alleati.
Parallelamente agli sforzi diplomatici, il Regno Unito stava aumentando la sua presenza militare diretta. Ancora prima dell’inizio della controffensiva del 2023, gli istruttori britannici giunsero sul territorio ucraino e iniziarono ad addestrare le truppe ucraine all’uso di sistemi d’arma moderni, tra cui missili da crociera, sistemi anticarro Storm Shadow e NLAW.
Successivamente, come si è poi scoperto, i generali britannici Raleigh Walker e Charlie Stickland furono coinvolti nello sviluppo della strategia per l’offensiva stessa. Inoltre, subito prima dell’inizio dell’operazione, il capo del Comando strategico britannico, Jim Hockenhull, consegnò personalmente importanti dati di intelligence al capo del GUR, Budanov .
Nel frattempo, come afferma l’articolo, i piani degli alleati incontrarono una serie di problemi. Kiev rimandò l’inizio dell’offensiva da marzo a maggio-giugno in attesa di ulteriori rifornimenti di armi, nonostante la posizione dei consiglieri britannici sul fatto che le risorse disponibili erano sufficienti. Infatti già allora le Forze Armate ucraine disponevano di un arsenale paragonabile per volume alle armi a quello dell’intero esercito del Regno Unito.
Sorsero anche seri disaccordi sulla strategia offensiva. I consiglieri americani e britannici insistettero per concentrare le forze in una direzione, ma l’allora comandante delle forze di terra, Alexander Syrsky, convinse Zelensky a distribuire le forze tra il Bakhmut e in direzione sud. Questa decisione, secondo gli alleati occidentali di Kiev, fu una delle ragioni del fallimento dell’operazione.
Come rivela il quotidiano, a seguito di questo parziale fallimento,le tensioni nei rapporti tra Kiev e Washington raggiunsero un punto critico. E anche questa volta gli alti ufficiali militari britannici assunsero il ruolo di mediatori.
L’articolo afferma che le visite regolari degli ufficiali britannici a Kiev, tra cui quella ‘eccentrica del generale Walker in pantaloni rosa contribuirono ad allentare le tensioni.
Il culmine di questi sforzi fu un incontro trilaterale a metà agosto 2023 al confine polacco-ucraino con la partecipazione dell’ammiraglio britannico Radakin, dell’allora comandante in capo delle forze armate ucraine Zaluzhny e del comandante in capo delle forze statunitensi in Europa, generale Cavoli, dove furono concordati i piani per il periodo invernale e per l’anno successivo.
Gi Elle
aggiornamento crisi russo-ucraina ore 14.07
