Esteri

Trieste, sotto assedio una nave israeliana, era stata respinta anche a Ravenna

 

Un centinaio di  manifestanti, all’alba di venerdì, sono tornati al Varco 4 del Porto di Trieste per protestare  contro l’attracco della nave MSC Melani III, partita da Israele, dallo  scalo di Ashdod, e diretta in un altro porto israeliano, Haifa, passando  per Ravenna e Venezia. I manifestanti aderiscono allo sciopero generale  del porto triestino indetto da Usb Trieste, a partire dal primo turno  entrante delle ore 6. Sasha Colautti, della Ubs Trieste, presente al  presidio, ha spiegato che “La Melanie III una settimana fa era stata  bloccata a Ravenna perché trasportava armi. Oggi noi non sappiamo quale  sia il carico di questa nave, ma è chiaro che è una nave legata  direttamente al traffico e commercio di armi e non solo da e per  Israele. Quindi – prosegue Colautti – era necessario intanto dare un  segnale, poi c’è bisogno, su questo, di aprire un’interlocuzione con le  istituzioni, l’Autorità portuale e il Comune, perché ci devono spiegare  in che modo si relazionano con un commercio verso lo Stato di Israele  che noi vogliamo che venga assolutamente bloccato”. Colautti ha chiesto  che il Governo sanzioni lo Stato di Israele e blocchi con esso ogni  relazione commerciale. Che attraverso i nostri porti passino anche le  armi, dal nostro punto di vista – sottolinea – è un fatto gravissimo”.  Non è ancora chiaro come evolverà la protesta questa mattina, dipenderà  anche dal numero di persone che arriveranno al Varco. Nei giorni scorsi  sempre qui dal Varco 4 è partita la mobilitazione che poi si è estesa al  centro città con un corteo. In campo anche la Cgil che si mobilita. La Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia chiede al  “Governo nazionale e a quello regionale di applicare le leggi e di  dimostrare la piena trasparenza” sul transito di armi nei porti  regionali, sostenendo di essere “pronti alla mobilitazione generale,  anche con tutte le forze rappresentative del mondo del lavoro e della  società civile per fermare ogni atto lesivo della coscienza dei  cittadini, dell’obbligo del rispetto delle norme e dell’onore di un  paese come il nostro che ripudia la guerra come risoluzione dei  conflitti tra popoli e stati”. In occasione dell’arrivo nel Porto di  Trieste della Msc Melani III da Ashdod (Israele), il segretario del  Dipartimento Porti della Filt Cgil Fvg Stefano Mauro e il segretario  generale della Filt Cgil Fvg, Saša Čulev, ricordano “il diritto  individuale di obiezione di coscienza come sancito dal pronunciamento  della Corte Costituzionale” e il diritto dei cittadini “di sapere se e  in quale misura sono diretti o indiretti complici di atti contrari alla  loro coscienza”. Mauro e Culev chiedono “alla Giunta regionale e ad ogni  componente del Consiglio regionale di intervenire presso le sedi  opportune con la pretesa di avere la massima trasparenza sui traffici di  armi che transitano in questa regione”.

Red

nella foto le manifestazioni per respingere la nave israeliana dalle banchine del porto di Trieste

Related posts

Moldavia, provincia della Romania. La riunificazione prossima ventura che può cambiare l’Europa

Redazione Ore 12

La NATO senza l’America costerebbe un trilione di dollari all’Europa

Redazione Ore 12

Pakistan: premier Sharif rassegna dimissioni, governo di transizione fino alle elezioni

Redazione Ore 12